«L’ITALIA DEGLI ANNI QUARANTA, TRA GUERRA E CANZONETTE» alla Galleria Borbonica di Napoli il 29 settembre in occasione degli 80 anni de «Le Quattro Giornate di Napoli»

0
229

In occasione degli 80 anni de «Le Quattro Giornate di Napoli», i Sing ‘O Swing vi portano in uno dei siti storici più importanti della Campania: il tunnel borbonico della Galleria Borbonica. Con lo spettacolo “L’Italia degli anni Quaranta, tra guerra e canzonette”, la jazzband napoletana vuole omaggiare le musiche che hanno illuminato uno dei periodi più bui del Novecento, con una crono-storia musicale dello swing italiano che parte dal 1929, fino alla Liberazione dai nazifascisti avvenuta nella primavera nel 1945.

Un evento unico nel suo genere quello che si terrà venerdì 29 settembre nel sito storico della Galleria Borbonica di Napoli, in occasione dell’ottantennale de «Le Quattro Giornate di Napoli», avvenute tra il 27 e il 30 settembre del 1943. Al susseguirsi della visita guidata, i Sing ‘O Swing (in trio) proporranno “L’Italia degli anni Quaranta, tra guerre e canzonette”, un concerto che rievocherà i brani dello swing italiano degli anni dei bombardamenti. Ospite della jazzband napoletana sarà Giulio Martino, rinomato sassofonista e docente del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, attivo da anni nel panorama jazzistico campano (e non solo).

 

  • Visita guidata + concerto: 20 euro. Inizio ore 21:00.
  • Prenotazione obbligatoria al numero +393408349710.

INGRESSO: Via Domenico Morelli, 61 (all’interno del Parcheggio Morelli).

LINK:

Galleria Borbonica: https://www.galleriaborbonica.com/

Sing ‘O Swing: https://www.instagram.com/sing_o_swing/

 

1940-44: con circa 200 raid aerei, la città di Napoli subì una serie di bombardamenti che costrinsero la popolazione a rifugiarsi sottoterra. Il 1943 fu un anno cruciale per il popolo napoletano: il 7 dicembre vennero chiuse tutte le scuole della città, mentre cominciava un vero e proprio esodo per fuggire da Napoli. Il problema degli sfollati, dopo una prima parvenza di regolamentazione burocratica, divenne rapidamente ingestibile. In breve la città cominciò a riempirsi di rifugi antiaerei che, per la particolare conformazione del suolo della città di Napoli, vennero ricavati in gran parte nelle profonde cavità sotterranee della città: un moderno studio ne ha censiti oltre 300.

 

Uno di questi, è la Galleria Borbonica. Grazie alle continue campagne di scavo, nel 2013 è stato ritrovato un secondo, enorme rifugio antiaereo su più livelli, al di sotto della collina di Pizzofalcone in prossimità di palazzo Serra di Cassano. Dopo vari lavori, è stata intercettata la scala di accesso da palazzo Serra di Cassano. Il 30 gennaio 2016 il sito è stato aperto al pubblico. Gli ambienti sommersi da metri e metri di detriti di vario genere sono ritornati allo stato originario, divenendo una rilevante attrazione turistica, grazie all’opera di volontari scavatori e dei proprietari dell’ingresso. Nel 2014 la Galleria Borbonica ha ospitato il divulgatore scientifico Alberto Angela, intento a visitare il tunnel borbonico per inserirlo nella puntata del suo programma “Ulisse, il piacere della scoperta”. Dichiarerà successivamente: «La Galleria Borbonica è un sito straordinario, intriso di storia e cultura nazionale. Di sicuro ci ritornerò per farla visitare anche ai miei figli». E così è stato.

Nel 2017 il musicista Andrea Parente partecipa alla campagna di scavi del sito, appassionandosi agli aneddoti storici della Galleria Borbonica. Nasce in lui l’idea di portare nel tunnel borbonico le sonorità jazz degli anni della guerra. Avvalendosi del suo progetto “Sing ‘O Swing” – fondato nel 2018 e portato avanti con Sabrina Savarese (voce), Paolo Palopoli (chitarra) e Mario Montella (pianoforte) – riesce a rendere omaggio al repertorio jazz di quegli anni, con una particolare attenzione alla produzione musicale dello swing italiano degli anni Quaranta.

 

La collaborazione tra Galleria Borbonica e Sing ‘O Swing matura nel 2023: venerdì 29 settembre.

 

In occasione degli 80 anni de «Le Quattro Giornate di Napoli» (avvenute tra il 27 e il 30 settembre del 1943), la jazzband napoletana (in trio), proporrà “L’Italia degli anni Quaranta, tra guerra e canzonette: una crono-storia musicale dello swing italiano che parte dal 1929, fino alla Liberazione avvenuta nel 1945. Per lo speciale evento, i Sing ‘O Swing ospiteranno il sassofonista e docente di Conservatorio Giulio Martino, uno dei protagonisti della scena jazz campana (e non solo). Il concerto, inoltre, sarà preceduto dalla visita al sito della Galleria Borbonica.

 

«Sono molto emozionato per il 29 settembre. È un evento che mi riguarda in prima persona…» dichiara Andrea Parente. «Sento, anche, una certa responsabilità, considerando l’importanza non solo del luogo dove si esibiranno i Sing ‘O Swing, ma, anche, della ricorrenza storica per la città di Napoli. Ci sono voluti ben 6 anni per far maturare una semplice idea, ma credo che ogni cosa abbia bisogno del suo tempo, soprattutto se riguarda un evento culturale così pieno di connessioni: il jazz, la storia, la guerra, la musica, la memoria. Sono grato a Marco e Gianluca Minin per la fiducia, ai musicisti che mi accompagneranno (Sabrina e Mario), e a Giulio Martino per aver accettato con piacere l’invito. Mi farà un certo effetto entrare in Galleria, questa volta abbracciando la mia chitarra…»

 

Testimonial d’eccezione dell’evento è Renzo Arbore, una delle figure più importanti del panorama artistico e culturale italiano, profondamente legato a Napoli e alla sua lunga tradizione.

In un video pubblicato sui canali social di Andrea Parente, approfondisce la natura storica delle “canzonette” e supporta, con l’ironia che lo contraddistingue da sempre, l’importante iniziativa dei Sing ‘O Swing alla Galleria Borbonica. « […] Le canzonette che si ascoltavano durante la guerra» – afferma Arbore nel video – «erano quelle del Trio Lescano, di Alberto Rabagliati, di un giovanissimo Natalino Otto, ecc… e queste canzonette sono rimaste nel cuore di tutti gli italiani, sia quelli che hanno vissuto il periodo, sia quelli che, dopo tanto tempo, hanno riscoperto, attraverso la passione per lo swing, che quelle canzonette avevano una loro storia, erano ricche di idee, erano invenzioni nate da ispirazioni. […] Tanti auguri a voi e alla vostra iniziativa. Sing ‘O Swing per Andrea Parente, alla Galleria Borbonica e gli 80 anni de “Le Quattro Giornate di Napoli”.»

 

 

SING ‘O SWING – «L’ITALIA DEGLI ANNI QUARANTA, TRA GUERRA E CANZONETTE»

 

Andrea Parente: voce, chitarra e storytelling
Sabrina Savarese: voce Mario Montella: pianoforte feat.
Giulio Martino: sassofono

  • Visita guidata + concerto: 20 euro. Inizio ore 21:00.
  • Prenotazione obbligatoria al numero +393408349710.

CONTATTI UTILI:

Galleria Borbonica                                                          Sing ‘O Swing

+39 3662484151                                                                    +39 3408349710

mail@galleriaborbonica.com                                     sing.o.swing@gmail.com

 

ANDREA PARENTE

Nasce a Napoli nel 1990. Nel 2016 consegue la laurea in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ma dal 2017 si dedica attivamente alla musica. Nel 2018 fonda il progetto Sing ‘O Swing, proponendo un repertorio che spazia dallo swing americano a quello europeo, con un’attenzione particolare al Jazz italiano degli anni

Quaranta. In questo periodo inizia ad associare i libri alla musica, occupandosi di approfondimenti, recensioni e progetti a tema. Dopo aver organizzato varie rassegne musicali nel territorio campano, nel 2020 entra al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, frequentando il corso di Chitarra Jazz. Freelance per i siti Onda Musicale e Jazz-Manouche.it, nel 2021 entra a far parte della redazione di JAZZIT, dove firma interviste, reportage e servizi.

 

SING ‘O SWING

“Sing ‘O Swing” è un progetto nato nel 2018 per tener viva la cultura dello Swing Italiano degli anni Quaranta. Il repertorio è composto dai più celebri standard del Jazz americano, dalla tradizione manouche del chitarrista Django Reinhardt, ed, infine, dalle “canzonette” che hanno illuminato gli anni più bui della storia italiana del Novecento. Le performance musicali sono arricchite dallo storytelling proposto dal fondatore del progetto Andrea Parente, studioso ed appassionato dei contesti socio-culturali del mondo del Jazz, in particolare di quello italiano. La profonda amicizia con Renzo Barzizza, figlio del compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra italiano Pippo Barzizza, fa nascere

“Sera”, l’omaggio musicale che si è avvalso della regia di Emanuele Lanza e della produzione artistica dell’Alma Mater Ars Studio di Carlo Contocalakis: https://www.youtube.com/watch?v=cOj-G8CzMLQ.

 

GIULIO MARTINO

(Napoli, 1961; sax tenore e soprano, composizione) ha un suono secco, diretto, priva di fronzoli, va dritto al cuore della musica e ne racconta la storia.. Ha un respiro internazionale, adotta un linguaggio universalmente riconoscibile, metropolitano, al di fuori di schemi propriamente nostrani. Si avvia alla musica prima suonando la batteria e dopo il pianoforte. All’età di di diciotto anni passa al sax alto ed in seguito al sax tenore approfondendo la tecnica con Steve Grossman e Jerry Bergonzi. Da allora la carriera di Giulio Martino si arricchisce di numerose ed importanti collaborazioni con musicisti italiani e stranieri, su tutti Eliot Zigmud, Steve Smith, Miroslav Vitous, Daniel Humair Dusko Gojkovich , Gene Jackson, Norma Winstone, Peter Herskine, Antonio e Ferdinando Faraò, Luigi Bonafede, Antonio Zambrini e Arrigo Cappelletti. Per molti anni è componente del gruppo Elbas, guidato batterista Antonio Golino e il sassofonista dell’ Essential Team e del Joe Zawinul Tribute, del bassista Pippo Matino. Nel 2006 partecipa all’incisione del cd di Matino intitolato Essential Team, che vede la partecipazione di Stefano Di Battista. Di quegli anni è anche la collaborazione con la pianista americana Peggy Stern. Dopo una serie di concerti, i due nel 2004 un disco, molto apprezzato dalla critica nazionale ed internazionale, intitolato Duality. Le note di copertina sono del grande Michael Brecker. La collaborazione con Peggy Stern avrà un seguito concretizzandosi in un secondo pregevole disco pubblicato nel 2008, Blood & Treasure. Il lavoro è in quartetto con Giuseppe Bassi al contrabbasso e Mimmo Campanale alla batteria. Tra questi due dischi si pone Changing Trane (2006), un progetto in trio dedicato a John Coltrane, con Valerio Scrignoli alla chitarra e Alfredo Laviano alle percussioni. In seguito, nel 2007, diventa uno spettacolo teatrale. Nello stesso anno vede la luce un interessante lavoro sulle musiche di Wayne Shorter realizzato in duo con il pianista Arrigo Cappelletti. La fruttuosa collaborazione con Cappelletti prosegue nel corso degli anni portando i due a incidere un disco bello e intenso intitolato Mysterious (2011). Il lavoro riceve critiche favorevoli in

Italia e all’estero. La rivista tedesca “Musikmagazine” lo classifica tra i migliori cd jazz dell’anno 2011.

Martino è presente in oltre cinquanta pubblicazioni discografiche. Primo sassofono tenore dell’ Orchestra Napoletana di Jazz, conduce un’intensa attività didattica e concertistica; inoltre si esibisce con un trio, a suo nome, con Gianluigi Goglia al basso e Pietro Iodice alla batteria.

Discografia selezionata: Mysterious (Leo,2011); Blood & Treasure (Estrella Music BMI 2011); Changing Trane (Dodicilune, 2006); Infant Eyes (Music Center, 2006); Duality (Mediterranea Music, 2000)

(Flavio Caprera)

Ultime produzioni discografiche a suo nome: Soul eyes (Abeat), con Gianluigi Goglia e Pietro iodice

Pannonica (Black sheep power) con Valerio Scrignoli e Alfredo Laviano

Giulio Martino Quartetto Acustico (Black sheep power) con Rocco Zaccagnino, Alexandre Cerdà Belda e Leonardo De Lorenzo

Titolare della cattedra di musica d’insieme jazz e docente di Prassi dell’orchestra moderna presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.