Lino Strangis – Godless Ritual Music

E’ in uscita per Handmade Supernova il nuovo album di Lino Strangis dal titolo Godless Ritual Music.

Lino Strangis

Godless Ritual Music

Handmade Supernova

E’ in uscita per Handmade Supernova il nuovo album di Lino Strangis dal titolo Godless Ritual Music.

Una tracklist di 6 brani di musica elettronica sperimentale di tipo strumentale stampati su vinile in una limitata serie di 200 copie di cui 170 standard e 30 copie Deluxe. La proposta musicale, realizzata con un approccio ormai tipico per la produzione musicale di Strangis, consiste in una selezione di frammenti (a opera dell’artista) da una serie di sessioni di improvvisazione da egli stesso performate con differenti set di sintetizzatori durante i primi mesi del lockdown 2020. Per l’occasione Strangis (che, in quanto artista poliedrico in molte occasioni ha curato personalmente le sue edizioni in ogni aspetto) ha scelto l’artista Pasquale De Sensi (tra le altre cose plurivincitore del premio BEST ART VINYL ITALIA) per realizzare la copertina e collaborare al design del packaging.

Il concept si chiarisce già nel titolo che si riferisce ad una ricerca che intende ritrovare una qualche forma  di “uso rituale” dell’esperienza musicale ma in un contesto libero da speculazioni teologiche (che l’artista definisce come sacro alla laicità) e soprattutto riscoperto con strumenti, sonorità e finalità estetiche differenti in quanto peculiari della contemporaneità. I brani, che portano la musica elettronica a cedere molta della sua abituale definizione per sconfinare nel noise, uniscono influenze molto differenti: dalla musica di K. Schulze al punk passando per venature di musiche tribali e tradizionali, indiane e dell’estremo oriente, il tutto in un mix che non dimentica di ricordare chiare provenienze rock-metal e poi, molta psichedelia.

Handmade Supernova, etichetta discografica indipendente, è stata fondata nel 2018 da C.A.R.M.A. -Centro d’Arti e Ricerche Multimediali Applicate di Roma nei suoi primi anni di vita ha pubblicato alcune tra le più interessanti proposte italiane per quanto riguarda la ricerca musicale di tipo sperimentale e fin dall’inizio si è caratterizzata per le sue produzioni fisiche in tirature limitate fatte a mano. L’etichetta è anche legata al festival Shamans of digital era la cui seconda edizione (2019) si è tenuta presso MACRO- Museo di Arte Contemporanea di Roma.   

Credits:

Performed and produced by Lino Strangis
Mastering Filippo Torre
Artwork Pasquale De Sensi
Graphic layout: Rotofiltermetic Studio
Recorded at Strange Phenomena Studio by C.A.R.M.A.
Distributed by Handmade Supernova

LINKS:

Lino Strangis | Godless Ritual Music     
https://linostrangis.bandcamp.com/album/godless-ritual-music

Handmade Supernova – Experimental electronic improvisation noise psychedelic drone labeL

Website ● https://handmadesupernova.wordpress.com/  
Email ● handmadesupernova@gmail.com

Bandcamp ● https://handmadesupernova.bandcamp.com/music

FB ● https://www.facebook.com/handmadesupernova/ 
Twitter ● https://twitter.com/hmsupernova

C.A.R.M.A. – Centro d’Arti e Ricerche Multimediali Applicate

Website ● http://asscarma.wixsite.com/carma

Email ● ass.carma@gmail.com  (Veronica D’Auria)

Video-clip sperimentale realizzato dall’artista per la prima traccia dell’album

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Maurizio Spennato
In principio furono un mangiadischi e un registratore a nastro, con cui “rubare” la musica, che all’epoca non era a portata di orecchio come oggi, dalla TV, dalla radio e, dai dischi prestati da amici, parenti, compagni e, in seguito, colleghi e conoscenti. Quando sentii “Il Primo Giorno di Primavera”, dei Dik Dik (sull’onda stilistica di “A Whiter Shade Of Pale”, dei Procol Harum, a sua volta ispirata alla progressione armonica dell’Aria Sulla IV Corda, di J. S. Bach) da una ”band” di periferia, mi folgorò il suono dell’Hammond, che mi spinse ad iscrivermi ad una scuola di musica. Oltre ai fondamenti della musica, conobbi e familiarizzai con organo, pianoforte e tantissimi strumenti musicali di cui non avevo idea (e, tra differenze e similitudini, mi innamorai di ciascuno di essi), con la Canzone Napoletana classica ma anche con quella moderna, di Renato Carosone, e con le riletture di Peppino Di Capri e di Fred Bongusto. Quando scoprii di avere un discreto orecchio musicale, abbandonai lo studio e mi buttai nei primi complessini di ragazzi. Finita questa stagione, rimase l’ascolto dei dischi e della musica in generale dove imparavo ad apprezzare le differenze delle contaminazioni tra generi e le influenze della Bossa Nova, del Blues, del Jazz e del Rock sulla musica Pop. Da allora non ho mai smesso di raccogliere musica - in una collezione di oltre 2000 dischi – di ascoltarla, “osservarla” e “studiarla” criticamente e di descriverla, documentarla e trasmetterne, anche visivamente attraverso la fotografia, tutte le emozioni che riesco a coglierne nei concerti “live” che ho l’opportunità di seguire.