NINO BUONOCORE QUARTET per Ispani Jazz 2025

Ispani Jazz 2025 - Nino Buonocore Quartet

Ispani Jazz 2025

Nino Buonocore Quartet

piazzale di Villa Olga
Ispani (SA)

Un’altra bella serata di musica e allegria, nell’incantevole cornice dell’antico borgo di Ispani, quella del 20 agosto 2025, come sempre realizzata grazie all’impegno ed alla tenacia dell’Avvocato-Mecenate Giovanni Riccardi.

Con questo ennesimo evento Riccardi ha voluto, ancora una volta, condividere la sua passione per la buona musica con il pubblico affezionato all’appuntamento annuale dell’Ispani Jazz e di tutti gli ospiti e dei turisti presenti tra il verde e il mare del Parco Nazionale del Cilento.

In una calda serata d’estate il quartetto ha cantato, “incantato” e trascinato il pubblico entusiasta con una interminabile carrellata dei più famosi successi del leader della formazione.

Nino Buonocore, Voice, Guitars
Antonio De Luise, Double bass
Pino Tafuto, Piano
Amedeo Ariano, Drums

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Maurizio Spennato
In principio furono un mangiadischi e un registratore a nastro, con cui “rubare” la musica, che all’epoca non era a portata di orecchio come oggi, dalla TV, dalla radio e, dai dischi prestati da amici, parenti, compagni e, in seguito, colleghi e conoscenti. Quando sentii “Il Primo Giorno di Primavera”, dei Dik Dik (sull’onda stilistica di “A Whiter Shade Of Pale”, dei Procol Harum, a sua volta ispirata alla progressione armonica dell’Aria Sulla IV Corda, di J. S. Bach) da una ”band” di periferia, mi folgorò il suono dell’Hammond, che mi spinse ad iscrivermi ad una scuola di musica. Oltre ai fondamenti della musica, conobbi e familiarizzai con organo, pianoforte e tantissimi strumenti musicali di cui non avevo idea (e, tra differenze e similitudini, mi innamorai di ciascuno di essi), con la Canzone Napoletana classica ma anche con quella moderna, di Renato Carosone, e con le riletture di Peppino Di Capri e di Fred Bongusto. Quando scoprii di avere un discreto orecchio musicale, abbandonai lo studio e mi buttai nei primi complessini di ragazzi. Finita questa stagione, rimase l’ascolto dei dischi e della musica in generale dove imparavo ad apprezzare le differenze delle contaminazioni tra generi e le influenze della Bossa Nova, del Blues, del Jazz e del Rock sulla musica Pop. Da allora non ho mai smesso di raccogliere musica - in una collezione di oltre 2000 dischi – di ascoltarla, “osservarla” e “studiarla” criticamente e di descriverla, documentarla e trasmetterne, anche visivamente attraverso la fotografia, tutte le emozioni che riesco a coglierne nei concerti “live” che ho l’opportunità di seguire.