Intervista ai Woda con il loro nuovo singolo “P.U.B. (Prendimi, Usami e Buttami)”

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P.U.B. (Prendimi, Usami e Buttami)” è il nuovo singolo della rock band dei Woda sui principali stores digitali e nelle radio italiane in promozione nazionale. Il brano è stato registrato, mixato e masterizzato da Andrea Mazza presso il R3born Digital Studio. Il singolo nasce da un’idea di Max e Alex di comporre un brano per esprimere in modo esplicito il “desiderio” dell’uomo di essere “preso, usato e poi buttato” da una donna. Vuole essere un brano goliardico, ma con un velato richiamo alla vita reale. La donna è come un “riflesso in uno specchio”, “un domani che già non c’è”, ed inesorabilmente l’uomo verrà preso, usato e buttato senza alcuna conseguenza traumatica per entrambi. Dal punto di vista musicale il brano rispecchia il nuovo mood della band rispetto al passato, ed è in linea con gli ultimi lavori usciti quest’anno, con la sezione ritmica in primo piano e il suono delle chitarre che richiama al rock americano, sonorità d’oltreoceano, puntando di più sulle medie frequenze. Una evoluzione musicale dopo anni di sperimentazioni che la band ha costruito tra i tanti concerti in giro per lo stivale e all’estero e le infinite ore in studio. Scopriamo news e curiosità in questa intervista.

Potrebbe sembrare una domanda banale e magari lo è: “Dove sta andando la musica? E dove sta andando la vostra di musica?

No, non è una domanda banale. Questa domanda ce la facciamo tutti i giorni quando guardiamo i social o ascoltiamo le radio. Ormai la musica ha preso una direzione troppo commerciale; le radio vivono di “tormentoni” estivi che nessuno si ricorda appena finisce l’estate. Per rispondere alla domanda “dove sta andando la musica?” … possiamo avere un avvocato? Dove vorremmo che andasse la nostra musica, invece, lo sappiamo benissimo: sta andando verso un proprio equilibrio, quello che ci ha regalato il nostro vissuto; vogliamo dire al mondo che il rock non è morto.

Ad avere la possibilità di aprire un concerto in uno stadio di un big della musica, affrontandone il pubblico con la vostra musica, chi scegliereste? E perché?

Beh, intanto diciamo che il 27 ottobre apriremo un live a Pino Scotto (a Genova al Crazy Bull) che già rappresenta un big da non poco. Ma se proprio potessimo scegliere di aprire a qualche altro big, si sprecherebbero i nomi. Ci piacerebbe fosse qualcuno che ha contribuito a plasmarci in ciò che siamo oggi e sarebbe un bel modo per ringraziarlo.

Quali sono i vostri piani più immediati?

“La conquista del mondo dott. Zero!” Battute a parte, noi ci sentiamo vivi quando siamo sul palco, noi siamo live. Stiamo lavorando su nuovi brani in studio da sbattere sul petto nelle performance dal vivo. E poi dobbiamo finire di registrare il ns. Album di esordio e poi… live…live… live…

Quanto è importante per voi internet nell’ambito musicale? Si rimpiange il passato in cui i social e selfie erano solo utopia o, meglio, proiettarsi verso il futuro abbracciando le nuove, seppur fredde, forme di comunicazione?

La tecnologia ormai esiste e la fa da padrona; quindi, perché non usarla? Sarà anche fredda ma questa è! E questa abbiamo. Basta cercare di usarla al meglio, pubblicando prodotti di qualità ed informazioni accattivanti, fatte bene e studiate, e non cavolate fatte solo per pubblicare qualcosa… Sicuramente ti consente di farti conoscere dappertutto e nell’immediato, ma il fine deve sempre essere uno ed uno solo: fare arrivare a chi non ci conosce il nostro rock.

C’è differenza tra ciò che ascoltate e ciò che in realtà componete e cantate?

Ascoltiamo di tutto, partiamo dal rock anni ’70, passando per il nuovo punk e scivolando verso il metal. E Tutto lascia delle piccole influenze. Insomma, siamo quello che mangiamo.

Tanta musica sulle spalle, palchi e sudore in onore alla dea musica. Con la vostra esperienza e la concezione raggiunta della musica, cosa consigliereste a dei giovanissimi per intraprendere un percorso artistico e discografico?

L’unico consiglio che possiamo dare è quello di crederci e soprattutto… non mollare mai.

Chi vorreste ringraziare per chiudere questa intervista?

In primis le nostre famiglie che ci supportano in questa nostra passione, tutti quelli che ci seguono dal primo giorno e tutti coloro, che grazie alla musica, incontreremo e ci aiuteranno a colorare la nostra esistenza.