Interview – Pianoterra

0
136

Esce venerdì 9 giugno 2023 su tutte le piattaforme con distribuzione ADA il nuovo singolo dei Pianoterra dal titolo “Tre Banane Nere”. Le tre banane nere sono per i Pianoterra come un’epifania, un’immagine che li porta a cantare di amori visti al rallentatore, di giorni scivolati via senza che neanche il tempo riuscisse a sfiorarli. Una mattina d’estate apri il frigorifero e ti accorgi che le tre banane nere dimenticate sull’ultimo ripiano sono l’unico segno che ti resta dello scorrere del tempo. “Tre Banane Nere” è un brano che lascia l’ascoltatore a godere della leggera nostalgia che si nasconde tra le giornate estive, in cui la malinconia si stende al sole, i ricordi colano al caldo, e ti ritrovi a confondere i tuoi giorni con le vite degli altri.

 

Nel vostro percorso, avete avuto anche modo di condividere il palco con un progetto del calibro dei Coma Cose? Qualche aneddoto dal backstage?

Si, qualche giorno fa abbiamo avuto la fortuna di suonare prima dei Coma Cose al Meeting del Mare di Marina di Camerota. È stato molto emozionante suonare davanti a così tante persone, un pubblico tanto carico, e proprio a loro abbiamo fatto ascoltare per la prima volta Tre Banane Nere. L’aneddoto dal backstage non c’è perché quel giorno loro hanno fatto molto tardi causa traffico in autostrada e si sono letteralmente lanciati sul palco, ma il loro live è stato uno spettacolo.

 

Come avete scelto Elibra per la produzione? E quanto è importante il giusto produttore quando si fa musica? Com’è nata quindi la vostra collaborazione?

Elibra prendeva da tempo lezioni di chitarra dal fratello di Emanuele, ed è stato proprio lui a presentarlo alla band. Abbiamo apprezzato da subito il suo entusiasmo e soprattutto la creatività nelle produzioni. Scegliere il giusto produttore è fondamentale, quasi quanto scegliersi i compagni di band. Deve esserci sintonia, sia a livello musicale che umano, altrimenti è difficile che nasca qualcosa di autentico e sincero.

 

E partendo dalle basi, come mai avete scelto il nome Pianoterra?

Avevamo un altro nome prima, Ampersound, e scrivevamo in inglese. Quando però siamo passati all’italiano necessitavamo di un nome più nostrano, e dopo un periodo di indecisione è stata l’ascensore di casa di Lorenzo a fornire la soluzione. È bastato chiamarla e soffermarsi un attimo sulla voce elettronica che recitava “Pianoterra”, per convincerci tutti sul nuovo nome del gruppo.

 

Quanto, una città come Salerno, favorisce l’aggregazione musicale? Ci sono posti imprescindibili?

Purtroppo, fino a poco tempo fa, Salerno non offriva luoghi in cui potersi riunire per ascoltare e scoprire musica nuova. Ultimamente invece stanno nascendo associazioni, format di eventi e locali che hanno a cuore la scena musicale, offrendo anche line up di qualità. Sta nascendo un movimento emergente anche nel salernitano e di questo siamo felicissimi. Come luogo imprescindibile citiamo il DSSZ, che è il live club per eccellenza del salernitano, ed è ormai un punto di riferimento per le date al sud di tanti artisti.

 

Piani per l’estate?

Suonare, suonare, suonare, suonare, singolo, suonare, suonare e suonare.