FIORI INNOCENTI: la VOLUME! Records firma l’album d’esordio degli U’PAPUN

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L’appapparenza
e’ calarsi le braghe davanti ad uno schermo. L’appapparenza e’ la
traduzione musicale di “ruffiano”. L’appapparenza e’
Caparezza, l’outsider infiltrato, che ne canta quattro ai piu’
squallidi insider. L’appapparenza e’ il pop che irride il pop usando
il pop.

L’appapparenza
e’ dentro di noi. L’appapparenza e’ attorno a noi. L’appapparenza
siamo noi, l’appaparenza siete voi”


Unico termine adatto per definirli
forse e’ “folli” o, come li ha soprannominati Red Ronnie,
“il lato deviato della Puglia”…

U’PAPUN e’ un progetto nato dal lavoro
di 1 cantautore, 5 musicisti e 1 teatrante, che propongono uno
spettacolo di musica e teatro che spazia dal cantautorato alla musica
etnica, dal folk al funk, dal jazz alla tradizione popolare, il
tutto miscelato ad un sound rock e moderno.

Maschere e fantocci, brutalita’ e
dolcezza, dramma e ironia, producono l’esplosivo spettacolo di U’
Papun, ovvero l’uomo nero nel vernacolo barese.

Una contaminazione moderna ed efficace
che ha le sue radici nel passato, in un’Italia che ando’ ben oltre le
canzonette. Riecheggiano le sonorita’ della Pfm e degli Area, il
cantautorato ironico e poetico di un Gaber o un De Andre’ e l’impatto
sonoro e potente dei piu’ celebri System of A Down.

U’Papun gioca con le note e le parole
riuscendo a commuovere, far ridere e riflettere l’ascoltatore,
raccontando spaccati di vita reali e surreali in un mondo che ha
dimenticato la semplicita’, sopraffatto dal denaro, potere e vanita’.


Dopo qualche anno di attivita’, il
gruppo pugliese arriva a pubblicare “FIORI INNOCENTI”, il disco
d’esordio prodotto in collaborazione con JustPlayMusic per la VOLUME!
Records, edito da Protosound Polyproject.

Il primo singolo, “L’Appapparenza”,
nasce dalla collaborazione con CAPAREZZA: con una satira pungente e
“ruffiana” viene affrontata l’ossessione dell’apparire nei giorni
attuali, attraverso un interessante gioco ironico di punti di vista
tra una band emergente e un Caparezza “arrivato”.


Sedici tracce dove poesia e musica
formano un’opera scorrevole, stimolante e intelligente.

La voce pazzoide del cantautore-attore
Alfredo Colella narra con rabbia, passione e sarcasmo testi maturi e
riflessivi. I fraseggi e gli accordi delle chitarre elettrice e
classiche di Gigi Lorusso associate ai synth e alle fisarmoniche di
Enrico Elia, danno colore e raffinatezza ma anche rumore e follia
alle atmosfere del disco.

La batteria di Cristiano Valente e il
basso di Mario Orlandi formano una sezione ritmica serrata che rende
Fiori innocenti un disco fresco e ballabile e sorprendentemente Pop
grazie alla dolcezza delle chitarre acustiche di Davide Caselli.


A chiudere il quadro tra musica e
teatro ci pensa Francesco Tatone, uno strano personaggio che si
aggira sulla scena interagendo con la band e il pubblico vestendo i
panni di personaggi insoliti e arricchendo lo spettacolo di colpi di
scena.


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