Festival PIANOeJAZZ a Lacco Ameno – Ischia (NA), 27-30 agosto 2009

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L’ALBERGO DELLA REGINA ISABELLA
e
IL COMUNE DI LACCO AMENO (ISOLA DI ISCHIA)
presentano

PIANOeamp;JAZZ



Si era capito subito, l’anno scorso in questi stessi giorni di fine agosto e in questi stessi luoghi, che il festival Pianoeamp;Jazz nasceva sotto i migliori auspici:c’erano i migliori virtuosi del nobile strumento e c’erano i magnifici spazi che ospitano i concerti: Villa Arbusto e l’Albergo della Regina Isabella di Lacco Ameno nell’Isola d’Ischia. Quest’anno c’è una novità assoluta che accosta la seconda edizione di Pianoeamp;Jazz, che si terrà dal 27 al 30 agosto, ai grandi festival , ed è la presenza dei Funk Off, un trascinante gruppo di fiati e di percussioni specializzato nelle “parate stradali” che si tenevano a New Orleans, aggiornate con le nuove tendenze hip-hop e simili. L’effetto è immancabile: i passanti si fermano incuriositi, li ascoltano e poi li seguono entusiasti. I concerti serali di Villa Arbusto sono imperniati questa volta su tre duo: venerdi 28 agosto,il garbato confronto generazionale tra Danilo Rea e Renato Sellani;sabato 29 agosto, l’esplorazione fra il jazz e la musica classica di Enrico Pieranunzi e Massimo Giuseppe Bianchi e infine domenica 30 agosto, il sodalizio di Stefano Bollani ed Enrico Rava che notoriamente non suona il pianoforte bensì la tromba: però da tredici anni i due grandi musicisti sono l’alter ego l’uno dell’altro, ed ascoltarli insieme sarà come sempre un piccolo evento nell’evento.A chiudere ogni serata una sala dell’Albergo della Regina Isabella, ospiterà il quintetto di Allan Harris, una delle migliori voci al mondo in grado di continuare il messaggio indelebile di Nat King Cole.Allan Harris,sarà protagonista anche giovedì 27 agosto del Gran Gala Dinner nell’Albergo della Regina Isabella con il “Tributo a Nat King Cole”.


Ciascuno dei tre duo di Piano eamp; Jazz 2009 ha una sua particolarità: il terzo, addirittura, presenta non due pianisti, ma un pianista e un trombettista, Stefano Bollani ed Enrico Rava, accomunati peraltro da più di un decennio di collaborazioni e di contiguità artistiche. Il primo duo,venerdi 28 agosto,è fomato da Danilo Rea e Renato Sellani i quali, più che un duo pianistico nel senso usuale del termine, costituiscono quello che gli americani chiamano un contest, o meglio un confronto fra due generazioni e nello stesso tempo fra due percorsi pianistici diversi, pur nell’ambito del jazz, che li hanno portati all’alto livello attuale. Nato a Vicenza, Rea ha seguito i genitori a Roma quando era ancora bambino. Nella capitale ha conseguito il diploma di pianoforte e ha esordito nel jazz nel 1975, appena diciottenne. Non si contano le sue collaborazioni importanti anche nella popular music; ma fondamentale è, nel 1997, la riunione del trio Doctor 3 con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, dove Rea mostra tutta la bellezza del suo stile intriso di musica europea e di amore per le romanze del melodramma italiano che reiventa al pianoforte. Sellani, marchigiano di Senigallia e milanese di adozione, è oggi un magnifico pianista ottantenne che non conta più i suoi successi. Quarant’anni fa, quando inaugurò con il suo primo disco per pianoforte solo il catalogo della Dire Jazz, si potè scrivere di lui “Renato Sellani quaranta sigarette, mani folli che esaltano una musica sortilegio e un cambio con la vita”. Sono parole valide ancora oggi, sigarette comprese, anzi ancora più valide, adesso che Sellani suona perfino meglio di allora, lui che è rimasto l’ultimo dei Grandi Autodidatti, privo del cursus honorum del conservatorio, e nessuno direbbe che non ce l’ha. Anche in ciò consiste l’incontro-scontro con Rea, frequente da alcuni anni, che ogni volta dà vita a un concerto stupendo.


Per chi l’anno scorso, in questi stessi giorni di fine agosto, ha avuto il privilegio di ascoltare a Villa Arbusto il concerto solistico di Enrico Pieranunzi, il ricordo e l’ammirazione sono ancora vivi. Il pianista romano ripropose dal vivo il suo exploit affidato a un cd pubblicato due mesi prima per Cam, nel quale interpretava alcune Sonate di Domenico Scarlatti ornandole poi con le sue improvvisazioni. Fu il concerto più bello per tecnica, tocco, fraseggio, originalità e profondità di pensiero. Reso possibile dal fatto che Pieranunzi, diplomato giovanissimo, docente di conservatorio a 24 anni (oggi ne ha 59) è a suo agio sia nel jazz, sia nella musica classica. elt;Questa è una tappa importante nella mia carriera – dichiarò il protagonista – e da lungo tempo cercata. Ho sempre coltivato il pianoforte classico parallelamente al jazz, tenendo però le due cose separate in pubblico. Ora, grazie a Scarlatti, posso fondere in un unico doppio discorso le due vie. Perchè in Scarlatti ci sono fantasia formale, vitalismo ritmico, passionalità, mediterraneità. Come quando noi mediterranei improvvisiamo jazz . Questa volta però Pieranunzi non è solo. Arriva insieme con Massimo Giuseppe Bianchi, pianista specializzato nel repertorio cameristico e nella relazione fra la musica e la filosofia del linguaggio. Nei suoi concerti si cimenta spesso con musiche di rara esecuzione o di forte impegno virtuosistico, come le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach e tutte le trascrizioni per pianoforte di Ferenc Liszt realizzate sulle nove Sinfonie di Ludwig van Beethoven. Pieranunzi e Bianchi collaborano spesso, e questa volta allargano l’orizzonte: offriranno interpretazioni e improvvisazioni non soltanto di partiture di Domenico Scarlatti, ma anche – così affermano – elt;di Bach e dintorni . Dei tre concerti di Piano eamp; Jazz 2009, questo è di sicuro il più fedele al concetto autentico del duo.


Si è più volte osservato che il pianista Stefano Bollani costituisce uno degli esiti più brillanti del Top Jazz, istituito nel 1982 dalla rivista Musica Jazz e vinto da Bollani nel 1998 nella categoria dei nuovi talenti italiani. Il trombettista Enrico Rava (proprio lui) lo aveva già notato nel 1996. E si era affrettato a sottrarlo alla musica leggera che Bollani praticava un pò troppo, iniziando un sodalizio di collaborazione e di contiguità artistica che dura tuttora e che spiega la presenza, nel Piano eamp; Jazz 2009, di questo duo che non è esattamente pianistico. Il Top Jazz rivelò che Bollani, classe 1972, trasferitosi nel frattempo in Toscana dalla nativa Milano, è in possesso di un favoloso curriculum accademico con diploma, massimo dei voti e lode, e ha le tre T dei maggiori pianisti classici: tecnica, tocco e tatto. E’ talmente bravo , che è diventato in breve un personaggio mediatico, autore di cd stupendi (si ascolti il suo Piano Solo per Ecm, 2006), direttore di complessi e orchestre, interprete eccellente della Rhapsody in Blue di George Gershwin e di altre partiture contemporanee. Quanto ad Enrico Rava, entrato da dieci giorni a far parte dell’emerito club dei settantenni, basti dire che è di gran lunga il jazzista italiano più conosciuto e apprezzato all’estero da quando, nel 1967, approdò per la prima volta a New York – che è quanto dire nella tana del lupo – con la tromba, lo spazzolino da denti e senza sapere una parola d’inglese. Finì per rimanerci fino al 1977, gareggiando da pari a pari con i maggiori maestri americani, suonando jazz informale e poi abbandonandolo per quel lirismo dal suono scuro (Miles Davis, Chet Baker) a cui tuttora si ispira e che lo ha portato anche a variazioni su brani d’opera. Ci vorrebbe un volume per parlare di lui in modo appropriato.


Nella seconda edizione di “Piano eamp; Jazz”, in programma dal 27 al 30 agosto 2009, sarà la calda ed elegante voce baritonale di Allan Harris ad allietare il Gran Gala Dinner d’apertura presso L’Albergo della Regina Isabella e poi, dal 28 al 30 agosto, ad accogliere prima di mezzanotte il pubblico reduce dai concerti serali in programma nel parco di villa Arbusto. E’ arduo immaginare un personaggio più adatto al compito di questo continuatore del messaggio del grande Nat King Cole, al quale infatti recherà ogni sera un intenso tributo. Harris si presenta con il suo gruppo stabile, composto da Lafayette Harris pianoforte, Jesse Jones Jr. sassofoni, Paul Beaudry contrabbasso e Dion Parsons batteria. L’illustre vocalist è nato e cresciuto a Brooklyn. La madre è pianista di musica classica, una zia è cantante d’opera, e quindi Allan si nutre di musica fin da piccolo, tanto più che la stessa zia gestisce ad Harlem un ristorante praticato dai musicisti di jazz e l’una e l’altra, quando possono, lo accompagnano al famoso Apollo Theatre. All’età di 16 anni il futuro cantante deve seguire la famiglia a Pittsburgh, ma non riceve alcun danno dal trasferimento, tutt’altro. La città della Pennsylvania è frequentata da celebrità del jazz come Art Blakey, Ray Brown, George Benson, Stanley Turrentine, e Harris ha le prime scritture come vocalist in complessi di rhythm’n’blues. Per lui è tuttavia decisiva l’ammirazione di Tony Bennett che lo fa ritornare a New York e lo ospita in casa propria perchè possa dedicarsi in piena tranquillità al lavoro e a coltivare il suo culto per King Cole. A questo punto Harris non ha più ostacoli: tiene concerti, incide dischi, fonda un proprio gruppo e compie tournèe in Europa, fra cui quelle recenti che lo hanno portato all’Umbria Jazz Summer e Winter.


Novità assoluta che accosta la seconda edizione di Pianoeamp;Jazz ai festival maggiori, è la presenza dei Funk Off, un trascinante gruppo di fiati e di percussioni specializzato nelle “parate stradali” che si tenevano a New Orleans, aggiornate con le nuove tendenze hip-hop e simili. L’effetto è immancabile: i passanti si fermano incuriositi, li ascoltano e poi e poi li seguono entusiasti.


Programma

Giovedì 27 agosto ore 20.30
L’Albergo della Regina Isabella
Gran Gala Dinner

ALLAN HARRIS QUINTET
“Winner of the 2009 NY nightlife award for outstanding jazz vocalist”

“Tributo a Nat King Cole”



Venerdi 27 agosto
Villa Arbusto ore 21,30

SELLANI – REA (€ 10,00)



sabato 29 agosto
Corso Angelo Rizzoli ore 18.30

Street Parade FUNK OFF

Villa Arbusto ore 21,30

PIERANUNZI – BIANCHI (€ 10,00)



domenica 30 agosto
Corso Angelo Rizzoli ore 18.30

Street Parade FUNK OFF

Villa Arbusto ore 21,30

BOLLANI – RAVA (€ 15,00)


al termine di ogni concerto appuntamento nell’Albergo della Regina Isabella con ALLAN HARRIS QUINTET


INFO:

Albergo della Regina Isabella
Tel. 081 994322
Villa Arbusto
Tel. 081 3330288