IL LUNGO ADDIO | Disperate abitudini

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Il lungo addio
Disperate abitudini
Autoprod.
2013

Forse è
anonimo o disincantanto. A volte rianimo le sinapsi per stropicciare la vita
spesa in luci appannate e imploro un linguaggio che possa integrare le paure,
in un pianeta ingiallito sulle angoscie degli altri. La crisi forse è proprio
quest’anonima tensione/torsione che non si trasmette per fonemi, ma fa solo
male.

Il lungo addio esce con Disperate abitudini, settima saga
in CDR, settimo tassello di una storia che sembra finita ogni anno e che si
rianima sempre quand’è sul punto di morire: litorali romagnoli deserti stagione
autunno/inverno, risvegli mattutini ostici, scorie di pigro pensiero che cerca
di ridestarsi da un giro troppo costoso di fernet la sera prima. Sono trame
caricate per accrescere lo sfregio di una mano, il moto impercettibile di un
avambraccio, la tesa muscolatura del collo. C’è un grado di fisicità più
diretto e ineducato nel progetto Il lungo addio rispetto al Fabrizio Testa
minimalista e noise di Mastice, e una terrosa scrittura che delinea scenari  più vicini alla poetica di Fausto Rossi,
di un Dino Fumaretto, per rimanere su un nome recente, o per certe
affinità d’udito e tatto – tra paranoia, atonalità e disincanto – all’osso
metrico di Fiumani. Poche le linee sonore, ferree arrampicate autorali,
quasi mantriche, ad esempio in Fumo, o semplici giri di accordi che si
inabissano e si confondono col doom/beat del cantato in Io non sarò qui
per poi sdrammatizzarsi in un sembrerebbe regolare tempo battistiano che
rievoca una new wave lignea e dolente in Domenica.

Riemerge in fallo la
Romagna, merito di un’acustica aspra, quasi goth che deforma Ciampi quanto De
Andrè stesso (Spiaggia libera e La noia) in cui la forma sonetto
si colora di segnature ipnagogiche. Sta alla title track tinteggiare le prospettive
con umide enfasi baritonali e al finale di gara, deciso in Morire a Misano,
con un mascara liquido e dalla fibra distopica. Disperate abitudini è una prova
di libertà in gabbia che sollecita l’angolo nascosto all’occhio stanco. Una
pretesa di libertà, un salto nel vuoto sostenuto da una pungente ottica
psicologica. Di certo una presenza fissa nel panorama indipendente
italiano.   

 

Brani:
01.fumo
02.io non
sarò qui
03.domenica

04.spiaggia
libera
05.la
noia

06.disperate
abitudini
07.morire
a Misano


Link:
Website: www.illungoaddio.it
Video:
www.youtube.com/watch?v=0cDvkuZVUzw