Come si canta il jazz: in arrivo RACHEL GOULD ai workshop di ORSARA JAZZ

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Di tutti gli strumenti musicali che possono essere studiati ce n’e’ uno, in particolare, non convenzionale; che non si fabbrica e non si compra; non ha legni, ne’ metalli, non ha argille, ne’ pelli, ha certe corde, ma molto particolari; e’ uno strumento intrinseco in noi stessi, istintivo per eccellenza: e’ la voce.

Rachel Gould e’ una musicista jazz che ha scelto di “suonare” la sua voce, ma che ha anche studiato violoncello al conservatorio di Boston, forse per la necessita’ di rapportarsi ad uno strumento fisico, materiale, dallo spiccato rigore tecnico, punto di riferimento che fortemente prescindesse dalla componente istintiva. E che l’ha fortemente aiutata – per sua stessa ammissione – a temprare e calibrare le proprie sensibilita’ armoniche e melodiche.

Diversi elementi hanno contribuito alla formazione della Rachel Gould, artista ed insegnante, come la conosciamo oggi.

Anzitutto, il dono di natura del timbro della voce, della ricchezza in armoniche, della perfezione dell’intonazione e dell’impostazione, nei quali hanno avuto pero’ grande influenza anche la rigorosita’ e la costanza nello studio.

Subito dopo, il sodalizio decennale, personale ed artistico, nel quale sono stati coinvolti Rachel ed il grande saxofonista jazz Sal Nistico, che e’ stato certamente uno dei componenti di maggiore influenza nello sviluppo della personalita’ artistica di Rachel. Nistico, nella sua brillante carriera, aveva incrociato miti del jazz internazionale del calibro di Count Basie, Nat Adderley, Chuck Mangione, Buddy Rich e di Woody Herman, col quale Rachel cantava al Sweet Basil, un locale di New York, e che gliela aveva fatta conoscere. Ovvio, quindi, che Nistico rappresentasse un’inesauribile miniera di quelle esperienze e competenze che fanno di un musicista un maestro prezioso, che queste esperienze fossero orientate alla sfera del jazz classico, e con la sua impostazione abbia influenzato e “contaminato” il percorso della moglie Rachel.

La quale, dal canto suo, aveva maturato molteplici altre esperienze e importanti collaborazioni in proprio ed in completa autonomia; oltre che col gia’ citato Herman, con Chet Baker, che le aveva presentato il produttore di Clark Terry in occasione di un concerto, oppure col nostro Enrico Pieranunzi, conosciuto attraverso Riccardo Del Fra in occasione di alcune registrazioni a Parigi, o ancora con Stephan Kurmann, con cui aveva inciso il disco Live in Montreux. In Italia ha poi collaborato con il pianista Marcello Tonolo, col pianista e compositore Guido Manusardi, col contrabbassista Lucio Terzano, ed e’ di recente pubblicazione un Cd, omaggio alla musica di Hoagy Carmichael, con il chitarrista Luigi Tessarollo.

E poi, altro elemento di fondamentale importanza, l’attenzione all’ascolto e la capacita’ di incamerare, di attingere ispirazione, da prestigiosi riferimenti, come Carmen McRae prima e, successivamente, Shirley Horn.

E, ancora, l’amore per il viaggio, la passione per la conoscenza di culture ed usanze diverse, l’esercizio di mettere in discussione se stessa ed il proprio modo di vivere, che l’hanno portata a lasciare ben presto gli States per l’Europa ed a visitare il Belgio, a risiedere per lungo tempo in Germania, dove fu insegnante alla Musikhochschule di Colonia ed alla Modelversuch di Amburgo, in Svizzera, dove insegno’ alla Swiss Jazz School di Berna, ed in Olanda, dov’e’ stata insegnante al Conservatorio di Maastricht ed al Royal Conservatory de l’Aia fino al 1991, ed a venire spesso in Italia. E, in ogni luogo, ha tenuto concerti, ha effettuato registrazioni, ha inciso dischi ed ha partecipato a trasmissioni televisive.

E’ quasi naturale che un personaggio con un tale bagaglio di esperienze e di conoscenze senta il bisogno di scambiarle e trasferirle, ed ecco “le altre facce” di Rachel Gould, quelle di compositrice ed insegnante, titolare di workshop richiestissimi ovunque. E, anche in queste esperienze di insegnamento, per lei e’ predominante l’attenzione per l’ascolto.

Personaggio schivo, poco incline all’apparenza ma molto attenta alla sostanza ed all’essenza delle cose del suo mestiere, Rachel Gould e’ un’artista che colpisce favorevolmente per la prorompente personalita’ delle sue interpretazioni, in cui affronta gli standard piuttosto che le sue stesse composizioni con la stessa dose di umilta’ e di raffinata eleganza, e per la generosita’ e l’entusiasmo nel trasferire le proprie conoscenze ed esperienze ai propri colleghi piu’ giovani.

La recensione di TRIBUTE TO HOAGY CARMICHAEL di Rachel Gould e Luigi Tessarollo Quartet su Sound Contest