ANNA OXA | Tra musica ed illusione, ecco la mia vera storia

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L’artista e’ colui che e’ in grado di esprimere il proprio “io” attraverso una qualsiasi tipologia di arte, che puo’ essere figurativa – come nel caso dei pittori – o performativa, se invece si tratta di attori o musicisti, per esempio. Ovviamente, alla base di tutto c’e’ un dono naturale, il talento, che di per se’ non e’ creativita’, ma un’attitudine o un’abilita’ che puo’ arrivare a creare.

Non e’ facile, di fronte ad una manifestazione artistica, cogliere il pensiero e la coscienza di chi l’ha saputa produrre. Ancora piu’ difficile – non tanto da capire, quanto da mettere in pratica – e’ quel sentimento di amore e di onesta’ che dovrebbe sorgere spontaneo nei confronti dell’arte da parte di chi la giudica, perche’ l’arte deve essere incentivata e tutelata, sempre, al di la’ di tutto, soprattutto al di la’ di ogni pregiudizio.

Anna Oxa e’ un’artista immensa. Oltre trent’anni di onorata carriera in campo musicale, con esperienze anche in qualita’ di conduttrice televisiva (la ricordiamo, a fine anni Ottanta, in due edizioni di “Fantastico”, ndr),  il suo nome e’ indissolubilmente legato all’arte, anzi, lei stessa rappresenta l’arte. Un animo profondo e volitivo, una personalita’ forte e versatile, la voglia di esprimersi sempre al meglio e la determinazione di percorrere la propria strada in modo sincero, mostrando a tutti che chi ha della creativita’ da spendere,  non figurera’ mai tra i perdenti.

 

Una ricerca costante e profonda sulla propria esistenza fatta anche – e soprattutto – di suono, la musica di Anna Oxa racconta in toto la vita e l’evoluzione di quest’artista, che ha sempre cercato di andare oltre la semplice espressione musicale, passando anche per un percorso di ricerca interiore ed estetica, simbolo di una raggiunta maturita’ su piu’ fronti: dagli esordi a fine anni Settanta a Sanremo con il brano “Un’emozione da poco”, presentato dalla cantante con una mise decisamente punk, ai piu’ recenti successi contenuti nell’album “Proxima” (2010), esibiti in un look che mostra la ricerca della materia e dei colori attraverso il suono.

 

Anna Oxa, attualmente in tour in Italia con “Oxa History in Concert” (organizzato e prodotto da Groove Company ed Enrico Rovelli Management), si e’ aperta ai microfoni di Sound Contest per una splendida intervista, in cui la cantante ha ribadito il valore dell’espressione artistica e puntualizzato il perche’ delle recenti polemiche circa la sua esclusione da Sanremo 2013.

 

 

S.C.: A marzo e’ partito il tour “Oxa History in Concert”, che fara’ tappa nelle principali citta’ italiane. Come e’ nato questo progetto e con quale spirito lo affrontera’?

A.O.: Il tour e’ ufficialmente iniziato lo scorso 22 marzo al Teatro Sistina di Roma. Tra aprile e maggio mi esibiro’ a Napoli, Milano, Torino, Firenze, Mestre, Bologna, Sanremo. Questo progetto non rappresenta unicamente la mia storia artistica, ma e’ soprattutto lo specchio di una scelta di vita che ho intrapreso ben trentasette anni fa, all’inizio della mia carriera. Una scelta anticonformista se vogliamo, attraverso la quale ho detto di no al sistema malato della droga e dell’alcol, per dare invece spazio alla creativita’.

C’e’ una particolarita’ in questo tour: per la prima volta e’ stato unito l’illusionismo alla musica, due forme di arte difficili da conciliare. Nel caso di “Anna Oxa history” vi e’ la presenza in scena del libro che racchiude una parte della mia storia e che tenta di bloccarmi nel passato, mentre io, mediante l’illusionismo, riesco ad uscirne fuori e a divenire.

Attraverso queste forme di arte e il susseguirsi di altre illusioni, il pubblico puo’ capire come il sistema giochi sulle nostre vite creando illusioni.

 

Lei ha di recente dichiarato di voler aiutare i giovani che vogliono vivere attraverso la loro arte. In quale modo?

Porre l’attenzione sulla mancanza di creativita’ dei mestieri, dell’artigianato della cultura, della formazione, dell’educazione e della mancanza di strutture adeguate per giovani e non solo.

Purtroppo l’Italia, da sempre culla di grandi nomi legati all’arte (dall’architettura, alla letteratura, dalla pittura alla musica) sta attraversando un periodo di totale scollamento. Ricordiamoci che il Risorgimento e’ nato in Italia, quindi e’ nel nostro DNA.

 

Pensa che sia cosi’ solo in Italia o anche all’estero?

Credo che nel nostro Paese ci sia scarsa autostima. Altrove, invece, l’arte – e mi riferisco in particolare alla musica – viene maggiormente protetta.

In seguito alle polemiche sorte in merito alla sua esclusione da Sanremo 2013, lei ha affermato: “Vedendo Sanremo mi sono resa conto che la situazione politica e’ disastrante”. E’ sempre dello stesso avviso?

Nel caso tanto chiacchierato del Festival ho semplicemente dimostrato come il sistema ed i media abbiano il sopravvento sulle persone, sull’arte e sulla creativita’. Ho anche provato che la maggior parte della gente e’ al servizio di questo sistema che ci vincola. Nel caso specifico, la comunicazione ha spostato il problema sulla mia eliminazione dalla kermesse. Grazie a questa manovra politica (conoscendo gli scenari), ho potuto spiegare e dimostrare come il sistema ed i media abbiano il sopravvento sulle persone. La comunicazione e’ uno dei mezzi piu’ potenti utilizzati dal sistema e in questo periodo l’ho utilizzata per spiegare gli scenari.

 

In quest’ottica, cosa ne pensa dei talent show televisivi? Sappiamo che a breve sara’ da Maria De Filippi ad “Amici”.

Partecipero’ ad “Amici” con grande piacere; per me sara’ un ritorno in quanto in passato mi e’ gia’ capitato di duettare in trasmissione con Emma Marrone. Anche questa volta cerchero’ di portare un valore aggiunto in qualita’ di ospite e di essere utile ai ragazzi che si esibiranno. Tuttavia dipende tutto dalla motivazione con cui  i talent vengono fatti. Deve esserci una progettualita’ e, soprattutto, l’arte deve essere valorizzata. Oggi esistono un’infinita’ di talent e reality show. In realta’ la domanda che ci si dovrebbe porre e’ la seguente: perche’ non esistono programmi di diversa natura? Perche’ l’arte non trova il sopravvento? Trasmissioni come “Fantastico”, che in passato ho condotto per due stagioni, sembrano un ricordo lontano. Sentiamo dire che si vuole dare spazio ai giovani, ma questa e’ pura illusione. Per i giovani talenti c’e’ sempre stato spazio. Semplicemente si prende questa motivazione per nascondere il marcio del sistema. L’artista dovrebbe tornare libero di creare vitalita’ ed energia. Purtroppo non e’ cosi’.

 

Tra i successi della sua carriera, c’e’ una canzono a cui e’ particolarmente legata?

Diciamo che ho sempre cercato di esprimere me stessa e l’ho fatto proponendo musicalita’ diverse. Da “Processo a me stessa” ad “Un’emozione da poco”, fino ad arrivare a “Senza pieta’”, un vero e proprio inno all’energia femminile.