Parte da San Daniele del Friuli Staimi Atenz – Folkest d’unviâr, la versione invernale di Folkest che si propone come laboratorio permanente dedicato alla rilettura dei riti e dei miti e che fa da ponte alla prossima edizione del festival. Un laboratorio aperto, pensato per creare occasioni di incontro e di contaminazione tra linguaggi, generazioni e tradizioni diverse. Quattro appuntamenti, dal 6 al 29 novembre, per un viaggio musicale che attraversa tradizioni popolari, sonorità mediterranee e contaminazioni tra generi e culture. Il programma si apre il 6 novembre (alle ore 20.45 presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate a San Daniele del Friuli ) con Camerock, il progetto che unisce l’organettista Riccardo Tesi e Paolo Zampini il flautista storico di Ennio Morricone e il pianista Daniele Biagini; per proseguire il 10 novembre (alle ore 20.45 presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate a San Daniele del Friuli) con la voce di Maria Mazzotta, tra le interpreti più autorevoli della world music europea che salirà sul palco con Antonino De Luca. Il terzo appuntamento, il 18 novembre (alle ore 20.30 presso l’hospitale di San Giovanni a San Tomaso di Majano), è affidato agli Yarákä, già vincitori del Premio Cesa 2023, che esplorano le radici africane della musica popolare e il legame ancestrale tra uomo e natura. A chiudere questa sezione invernale di Folkest sarà, il 29 novembre (alle ore 18.00 presso il Castello nella Sala Convegni Giovanni Melchior a Colloredo di Monte Albano), Mediterranima di Stefano Saletti con la Banda Ikona, un percorso tra le sponde del Mediterraneo e le sonorità del sabir, antica lingua franca del mare.
Staimi atenz – Folkest d’unviâr proporrà anche una serie di appuntamenti di riflessione sulle tematiche linguistiche, sul turismo, sulla circolazione dei progetti culturali, non rinunciando a momenti di festa nelle osterie storiche friulane.
L’iniziativa nasce grazie alla sensibilità della Regione Friuli Venezia Giulia, della Comunità Collinare del Friuli e dei Comuni di San Daniele del Friuli e di Colloredo di Monte Albano, che hanno saputo cogliere e sostenere questa opportunità in una stagione tradizionalmente più quieta. Il festival ha il suo baricentro proprio nell’area della Comunità Collinare e propone, per questa edizione, una selezione musicale di altissimo livello, con quattro appuntamenti che attraversano il Mediterraneo, il Salento e il Friuli.
Programma
Si inizia il 6 novembre alle 20.45 con il primo appuntamento alla Chiesa di San Antonio Abate a San Daniele del Friuli con Camerock, il progetto che riunisce Riccardo Tesi e Paolo Zampini: l’organettista prediletto da Fabrizio De André e Ivano Fossati incontra il flautista storico di Ennio Morricone. Un inedito viaggio musicale tra colonne sonore immaginarie, world music, un tocco di classica, una spruzzata di jazz e un amore mai sopito per il progressive rock. Al loro fianco c’è Daniele Biagini, pianista, co-autore e co-arrangiatore. Tesi, uno tra i musicisti che più hanno contribuito a inserire l’organetto in una geografia musicale vasta e articolata. Zampini ha attraversato per decenni la musica colta e quella cinematografica, soprattutto accanto a Morricone. Due carriere che sembrano lontane, ma che in realtà si incontrano da lontano: entrambi pistoiesi e accomunati dall’amore per i Jethro Tull. Il risultato è un progetto in cui ciascuno resta se stesso lasciando spazio all’altro.
Secondo appuntamento il 10 novembre, alle 20.45 ancora nella Chiesa di San Daniele, con Maria Mazzotta e Antonino De Luca, tornata quest’anno al ruolo di voce solista dell’Orchestra della Notte della Taranta.
La cantante, tra le voci più autorevoli della world music europea, propone un recital per voce e fisarmonica. Nella sua ventennale carriera ha contribuito a portare il patrimonio culturale immateriale del Salento in contesti internazionali, attraverso un percorso di ricerca che mette in relazione le pratiche musicali del Mediterraneo con nuove forme espressive.
Il terzo incontro il 18 novembre alle 20.30 all’Hospitale di San Giovanni di San Tomaso di Majano vede protagonisti i salentini Yarákä, progetto nato nel 2015 che esalta la componente multietnica della musica popolare, in particolare la comune matrice ritmica di origine africana che contamina le sonorità del Mediterraneo e del Sud Italia. L’ensemble è formato da Gianni Sciambarruto, Virginia Pavone e Simone Carrino, tre musicisti tarantini già vincitori del Premio Alberto Cesa di Folkest nel 2023. La loro ricerca punta all’esaltazione del concetto di ritualità proprio delle tradizioni popolari, esplorando l’ancestrale rapporto tra uomo e natura. Lo suggerisce lo stesso nome del gruppo: Yarákä è una parola composta dai quattro elementi – acqua, aria, fuoco e terra – in lingua tupi-guaraní, tra le più importanti tribù amazzoniche, che per la band rappresenta un esempio perfetto di coesistenza tra uomo e natura.
Il 29 novembre, alle 18.00, il gran finale del festival al castello di Colloredo di Monte Albano, luogo carico di ricordi letterari e di lingue diverse, da Ermes di Colloredo, gigante della poesia friulana, a Ippolito Nievo fino a Stanislao Nievo. Qui andrà in scena Mediterranima di Stefano Saletti, un assaggio di Mediterraneo occidentale fino a scoprire le rotte del sabir, la lingua dissolta nelle onde del Mare Nostrum che per molti anni ha messo in comunicazione flotte, pescherecci e genti, da Marsiglia a Tangeri, da Algeri a Genova, da Siviglia a Palermo. Il progetto discografico è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco come miglior disco in dialetto e lingua minoritaria e ha trascorso tre mesi ai vertici delle classifiche internazionali della world music, raggiungendo il quarto posto nella World Music Charts Europe e il tredicesimo nella Transglobal World Music Charts. Dal vivo le sponde del Mediterraneo si specchiano negli strumenti suonati da Saletti, dal bouzouki greco all’oud arabo, dal saz baglama turco alla chitarra battente del Sud Italia. Con lui sul palco la Banda Ikona, con cui ha celebrato vent’anni di attività: le cantanti Gabriella Aiello e Yasemin Sannino, Gabriele Coen al clarinetto e al sax, Eugenio Saletti alla chitarra, al bouzouki e al saltzouki, Mario Rivera al contrabbasso e basso acustico e il percussionista Giovanni Lo Cascio.











