Di Olindo Fortino


ROBERTO MAGRIS

Enigmatix

JMood Records, 2015

Enigmatix

Il bel sogno americano di un jazzista italiano. Vissuto e raccontato finora 11 volte. Tante sono, infatti, le produzioni discografiche di Roberto Magris per la JMood Records, piccola etichetta di Kansas City di cui il pianista e compositore triestino è anche direttore musicale. “Enigmatix” è il nuovo capitolo del suo giovane trio statunitense (Dominique Sanders al basso elettrico e al contrabbasso, Brian Steever alla batteria), integrato per l’occasione dalle percussioni di Pablo Sanhueza e in un brano (No Sadness) dalla brava cantante Monique Danielle. Si tratta di un disco di transizione e riflessione, completamente diverso, per quanto concerne scrittura, esecuzione e stile, da quanto Magris ha proposto negli ultimi anni.

 

Con “Enigmatix”, infatti, il pianista accantona il consueto verbo “bop” e “post-bop” a favore di un “groove” più moderno e contemporaneo, tangente sia componenti funky e fusion, sia strutture soul e pop fiorite sotto l’influenza del jazz. L’uso frequente del basso elettrico e di percussioni aggiuntive sembra anche indicativo di una precisa strategia, tesa a congegnare ed esplorare dinamiche ritmiche di un certa consistenza su cui poi applicare canovacci improvvisativi e input melodici. Poste all’inizio e al baricentro della scaletta, le due estese parti della title track fungono da manifesto di una concezione musicale che Magris ha già ben indagato nel passato con i progetti e le produzioni di DMA Urban Jazz Funk e Alfabeats Nu Jazz. Due liberi affreschi di jazz metropolitano venato dub-funky, esteticamente non lontani da certo ecumenismo sonoro di marca Downtown, dove l’idea interna del movimento è suggerita, se non dettata, proprio dalle linee improvvisative del pianista, efficace nel dipanare accordi e scale armoniche in un schema logico nella sua perpetua irregolarità timbrica e ritmica. Altrettanto interessante ed espressivo nella sua moderna cantabilità è poi Counterparts, dove il gioco delle parti si inverte, essendo ora la sezione ritmica quella che procede a un frastagliato e polifonico lavoro improvvisativo opposto ai refrain melodici del piano.

 

Al pregevole e raffinato mood “soul-jazz” di No Sadness (il cui tema melodico viene trafitto da Magris con una frizzante e rapsodica coda strumentale) si contrappone il trascinante linguaggio “straight ahead” di J.F. No Key, ennesimo brano firmato dal pianista (come tutti quelli già citati) che in quattordici minuti mette a nudo il suo splendido bagaglio tecnico, imperniato su un tocco rapido, propulsivo e perlaceo, accompagnato da una discorsività esecutiva “in fieri” ricca di pathos ed energia. Le sorprese, tuttavia, non terminano qui. In fondo al disco ci attendono infatti My Cheri Amour e Do It Again, coppia di arcinoti hit tratti rispettivamente dal song book di Stevie Wonder e Steely Dan. Due pezzi che Magris e soci rivoltano come un calzino, dilatandone il tema melodico con variazioni e slanci improvvisativi che rivelano sia il profondo rapporto d’intesa del trio sia la perspicace abilità del leader nel tenersi alla larga da forme d’arrangiamento consunte e banali.

 

Voto: 7/10

Genere: Modern Jazz

 

 

Musicisti:

Roberto Magris – piano

Dominique Sanders – bass, double bass

Brian Steever – drums

Pablo Sanhueza – congas, percussion

Monique Danielle – vocals on #3

 

 

Brani:

01. Enigmatix – Part 1

02. Counterparts

03. No Sadness

04. J.F. No Key

05. Enigmatix – Part 2

06. My Cherie Amour

07. Do It Again

 

 

Links:

JMood Records


Immagini associate
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Pubblicata il 19/06/2015