Venerdí 2 gennaio, al Palazzo dei Sette, la giornalista Anna Maria Pivato presenta il terzo volume del libro “Il Jazz in Italia, dagli anni Sessanta al Terzo Millennio”.
Adriano Mazzoletti racconta, in duemila pagine, come il Jazz si sia diffuso e sia stato apprezzato nel nostro Paese.
Prendono parte alla conferenza stampa Carlo Pagnotta, patron e direttore artistico di Umbria Jazz ed alcuni musicisti, come il sassofonista Rosario Giuliani ed il pianista Enrico Pieranunzi.
A passo veloce ci rechiamo a Piazza Cahen, dove si trova la stazione “a monte” della funicolare di Orvieto e da dove parte oggi la marciante dei Funk Off.
Un paio di brani come The Funkin’ Been per risalire una parte del Corso Cavour per poi tagliare verso la casa circondariale Orvietana per l’ormai consueto saluto in musica che la band Vicchiese tributa a coloro che vi sono detenuti.
Intanto, nel foyer del Teatro Mancinelli, i bimbi della scuola locale di musica Casasole omaggiano Miles Davis nel centenario della sua nascita, accompagnati dall’illustre presenza del trombettista Fabrizio Bosso: che bella iniziativa!
Facciamo giusto in tempo per giungere alle 13,00 al Palazzo dei Sette, dove gli italianissimi Sticky Bones propongono il loro repertorio che ci regala un excursus nel primordiale jazz degli esordi – nel periodo degli anni Venti e Trenta – in America. La loro prima presenza ufficiale ad UJ risale al 2016, ma si erano già fatti apprezzare durante alcune edizioni estive del festival come artisti da strada. Il loro carismatico leader, il contrabbassista Maurizio Capuano, ci racconta svariati interessanti aneddoti relativi al repertorio presentato ed all’utilizzo di alcuni primordiali – quanto inusuali – strumenti musicali come una fiaschetta da whisky in vetro o la tavoletta in legno per lavare i panni – la washing board – abilmente e ritmicamente percossa dai ditali da cucito in ferro. La musica degli Sticky Bones è allegra e coinvolgente e spazia dall’ Early Jazz al Boogie Woogie, con godibilissime note di Classic Blues.
Una breve pausa ed alle 16,00 siamo di nuovo al Palazzo dei Sette per ascoltare i Love Sick, duo bolognese composto da Paolo Roberto Pianezza – vocalist e polistrumentista – e dalla contrabbassista Francesca Alinovi. Durante il loro concerto, ci si immerge completamente nelle atmosfere americane degli anni ’40 e ’50 grazie anche all’utilizzo di abiti e strumenti musicali vintage.
Il repertorio, particolarmente gradito al pubblico, spazia dal country americano allo swing, con divagazioni nel rock’n’roll. Spensierati e molto comunicativi, i due musicisti sono una consolidata ed apprezzata presenza ad Umbria Jazz; hanno all’attivo tre album: “All Over Again”, “A Country Music Adventure” ed il recente “Remember My Name”.
Alle 18,00 seguiamo i Funk Off fino al Duomo dove presentano alcuni brani tratti dal loro ultimo album “Soulful”, come My Funky Valentine, alternandoli a veri e propri ed acclamati classici del loro repertorio come la incalzante e travolgente Funk Made In Vicchio.
La giornata musicale si chiude alle ore 21,00 con il concerto del fantastico quartetto di Fabrizio Bosso, composto dall’elegante pianista Julian Oliver Mazzariello, dall’eclettico contrabbassista Jacopo Ferrazza e dal talentuoso Nicola Angelucci alla batteria. Scaletta a dir poco splendida, composta per la maggior parte da brani originali, per lo più ancora inediti perché faranno parte del loro lavoro discografico di prossima uscita. Tra gli standard, Foggy Days e la sempre magica In A Sentimental Mood, proposta come bis, con Bosso che suona sbucando in platea e si siede in mezzo al pubblico, mentre continua l’esecuzione: veramente unico!!!








