Lost Reflection, “Into the Social Network”: la denuncia elettrica di una generazione connessa

I Lost Reflection rilanciano uno dei loro brani più diretti, rinnovandone l’arrangiamento per renderlo più radiofonico e contemporaneo. “Into the Social Network” è una critica feroce alla dipendenza digitale e al potere dei media, tra sonorità hard rock e un messaggio che vuole ancora scuotere.

 

 

Qual è stata la scintilla che vi ha spinto a riproporre proprio ora “Into the Social Network” in una nuova versione?

E’ una cosa che avevo in mente da un po’, poi le registrazioni del nuovo album si sono allungate e allora…. Le tematiche sono sempre attuali, solo in più ora c’è l’AI !

Le liriche del brano puntano il dito contro la dipendenza dai social: quanto sentite questa tematica vicina alla vostra esperienza personale o generazionale?

Molto, anche perché una band adesso deve avere per forza profilo Facebook, Instagram, canale Youtube ecc….

L’hard rock ha sempre avuto una vocazione ribelle. In che modo pensate che oggi questo genere possa ancora rappresentare uno strumento di denuncia sociale?

Dipende molto dalle nuove generazioni, spesso pensano sia un genere per dinosauri, bisogna farglielo apprezzare per quello che è sempre stato, cioè qualcosa che spacca ma anche pieno di contenuti.

C’è un messaggio nascosto o una frase chiave nel testo di “Into the Social Network” che volete che il pubblico colga più di ogni altra?

Il messaggio è di usare meno I social e la tecnologia in generale (per quanto possibile) e stabilire rapporti umani ‘veri’.

Come immaginate l’evoluzione della vostra carriera nei prossimi anni, sia dal punto di vista musicale che nei temi affrontati?

Saremo lì nel calderone underground, felici di esserci e fare ancora musica rock-metal. I temi trattati saranno come sempre una conseguenza di ciò che ci circonda.

Il vostro stile ha radici forti nel rock classico ma suona sempre attuale: come riuscite a mantenere questo equilibrio tra tradizione e innovazione?

Il metal, l’hard rock e generi affini adesso (e da qualche anno….) sono tutto suono e potenza. Quando mandi un demo a una label e fai un genere old school ti chiedono proprio questo. In particolare il lavoro in produzione è importante da questo punto di vista, non usiamo chitarre a 7 o 8 corde che hanno un suono più ‘grosso’, ma specialmente questo strumento deve avere un impatto sonoro adeguato nelle produzioni moderne.