LINDA MAY HAN OH | Strange Heavens

LINDA MAY HAN OH
Strange Heavens
Biophilia records
2025

Si è da più parti e nel tempo enfatizzato lo speciale valore intrinseco e le implicazioni della formula trio, qui particolarmente consistente sia per le individualità in opera che per le palesi sinergie in atto.

Tre profili ormai del tutto affermati ed indipendenti, nell’associazione di talenti capitanata (inter pares) dalla star delle quattro corde Linda May Han Oh, già apprezzato motore propulsivo entro formazioni di gran caratura (ne ricordiamo importanti partecipazioni, tra Pat Metheny e Vijay Iyer), ma di nitido protagonismo nella serialità produttiva a propria firma.

All’ascolto, macchinosa e cospirativa la pulsazione ritmica nell’introduttiva Portal, anche segnata dalla tromba strisciante e fintamente indolente, che prepara ad un passaggio di energetica propulsione (Living Proof), con le quattro corde fungenti sia da groove che da unisono con la svettante tromba, a loro volta innalzati da un frizzante drumming.

Il titolo Acappella prepara tematicamente al clima di raccoglimento e di acusticità nuda, modellato dalle movenze alquanto scultoree sul contrabbasso e dal solismo sensibile dell’ottone; di passo slanciato la progressione di The Sweetest Water, che imbastisce con sottigliezza un virulento andamento danzante, su cui la tromba si spende con assertivo nitore.

Spedita e ammiccante, Noise Machinery non adombra la propria ricetta hip-hop, di cui si arricchiscono i connotati stilistici dell’album, che ulteriormente muta il passo nella strutturazione nodosa di Home (traente ispirazione, come altri brani, dal graphic-novel “The Arrival” dell’australiano Shaun Tan), e in cui Akinmusire s’avventura su territori idiosincrasici e free.

Linee increspate di basso e capricciosa ritmica percussiva conformano la dinamizzata Paperbirds, laddove in Folk Song si dispensano sonorità altamente concentrate e distillazione del pensiero.

Al similare titolo Work Song corrisponde piuttosto un passaggio di spirito capriccioso ed urticante, e qui cessa la sequenza a firma della titolare: la tracklist prepara il suo congedo nella penultima Skin, a firma della pianista free Geri Allen, interpretata in forma di importante laboratorio poliritmico e solismo guizzante, toccando l’epilogo in Just Waiting, opera della storica trombonista Melba Liston, in cui il trio lascia decadere ogni tensione optando per una macerata riflessione d’insieme.

Le tangibili intese argomentano dunque come non riesca nuova la collaborazione dei tre, risalendo al debut-album di Oh (“Entry”, 2010) la partnership con Akinmusire, per ritrovare nell’accennato disco di Iyer una solida e stagionata interazione con Sorey.

Nell’economia del lavoro, riesce connettivo ed eminentemente discorsivo il ruolo delle quattro corde della titolare Linda May Han Oh, così come la versatile eloquenza di Ambrose Akinmusire tende a rinunciare allo smalto a favore della concretezza, a più tratti incarnando una originale legacy davisiana, laddove riesce funzionale e partecipativo il multiforme lavorìo percussivo del non meno sperimentato Tyshawn Sorey.

“Strange Heavens” parte nella sua concezione da amare riflessioni sul corrente corso della società statunitense, segnata da un ansiogeno clima di violenza e dalla crisi del comfort sociale, considerando come “strani paradisi” ciò che si palesa invece come dilaganti e non minimizzabili “inferni familiari”, con non poca preoccupazione circa il futuro delle nuove generazioni.

La responsabilità etica del lavoro e la sua funzionale riuscita segnano così un nuovo, solido punto di valore in casa Biophilia records, label gestita dal partner di vita e d’arte Fabian Almazan (e caratterizzata da un originale product management).

Ci si congeda insomma da un programma ed un cast di tutto rispetto, a partire dai comprimari non certo di complemento, che incarnano con adeguatezza i rispettivi (e transitivi) ruoli, investiti su un dinamismo di clima urbano e solido, ma controllato a favore di una poetica concreta e vigile.

 

Musicisti:

Linda May Han Oh, contrabbasso
Ambrose Akinmusire, tromba
Tyshawn Sorey, batteria

Tracklist:

01. Portal 4:59
02. Strange Heavens 4:48
03. Living Proof 4:14
04. Acapella 3:28
05. The Sweetest Water 4:00
06. Noise Machinery 5:26
07. Home 2:47
08. Paperbirds 4:38
09. Folk Song 3:42
10. Work Song 3:12
11. Skin 2:46
12. Just Waiting 4:03

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