L’Abruzzo nelle canzoni di Uino: “Bellissima”

Jean Carlo Di Genova, in arte Uino, porta con sé i profumi della sua terra. Tra il mare e le tradizioni abruzzesi, la sua musica è un ponte tra il passato della tradizione e il presente del pop d’autore.

 

Il progetto Uino affonda le radici nel folclore abruzzese. In che modo la tua terra ha influenzato il sound “folk-pop” di “Bellissima”?

Sicuramente la mia terra ha avuto un ruolo fondamentale.

La notte, le luci soffuse delle vie di Pescara Vecchia, mescolate all’umidità della nebbia che sale dal fiume, hanno reso il momento dell’ispirazione poetico e malinconico allo stesso tempo.

Tutto questo ha influito sul sound di “Bellissima”, dando al brano quell’atmosfera folk-pop che racconta i sentimenti con delicatezza ma senza filtri.

Spesso guardi al mare nelle tue canzoni. Che ruolo gioca l’elemento dell’acqua nella tua estetica musicale?

Il mare e l’acqua hanno sempre un ruolo fondamentale nelle mie canzoni.

Essendo un Sagittario segno di fuoco con ascendente in Cancro segno d acqua, sento dentro di me due energie opposte: il fuoco della spinta creativa e dell’azione, e l’acqua della sensibilità e dell’introspezione.

Amo guardare il mare al tramonto, quando il sole scende dietro le montagne del “Gran Sasso” che insieme compongono la “Bella Addormentata”, creando sfumature di colori uniche e sempre diverse.

È proprio dall’incontro di queste due energie e dalla contemplazione di questi momenti che nasce la via di mezzo necessaria per scrivere un brano come “Bellissima”, tra energia e delicatezza, movimento e introspezione.

Rispetto a brani come “Le stanze dentro Ikea”, come si è evoluto il tuo legame con le tradizioni in questo nuovo singolo?

In “Le stanze dentro Ikea” ho percepito, durante il mio periodo a Dublino, delle somiglianze profonde tra l’Irlanda e l’Abruzzo, tra gli irlandesi e gli abruzzesi.

L’unica differenza importante per me è che lì la musica è più libera: per le strade incontri musicisti che condividono i propri brani inediti ovunque.

In “Bellissima” invece cerco una libertà d’espressione più intima, quella delle emozioni nascoste, difficili da condividere.

Voglio che escano, sia su un palco, sia per strada, sia davanti ad una platea numerosa che davanti ad una singola persona: una libertà che nasce dall’interiorità più vera, quella che spesso teniamo dentro

Esiste un luogo fisico in Abruzzo che rappresenta l’anima di questa canzone?

Sì, c’è un luogo fisico in Abruzzo che per me rappresenta l’anima di “Bellissima”: Corso Manthoné a Pescara Vecchia.

È il posto dove incontro le persone e i momenti di vita che hanno ispirato il brano.

Camminare lì di notte, tra le luci soffuse e i vicoli antichi, mi ha permesso di sentire le emozioni che poi sono diventate parole e melodia: un luogo che custodisce poesia e malinconia insieme.