ISAK INGVARSSON | The Calling

ISAK INGVARSSON
The Calling
Haphazard music
2025

Premesse quanto meno singolari per il debut-album di Isak Ingvarsson, giovane sassofonista svedese trapiantato sulla scena new-yorkese: alla base del lavoro sta la complessa e dichiaratamente lacerante esperienza formativa del Nostro, radicata nella formazione religiosa, cattolica nella fattispecie, foriera di un complesso vissuto, passante “dal più profondo scoramento alla più fulgida speranza” secondo le note, che insistono su come “inconsciamente, la musica sia emersa dai salmi e dalle preghiere conosciute da bambino, rivelandosi non solo un processo di guarigione, ma anche una tanto necessaria espressione di frustrazione, aspirazioni e domande senza risposta”.

Di immediata drammaticità, ma comunque alterna  la gamma emotiva ed espositiva della sequenza, dalle declamazioni tese dell’introduttiva Calling al cupo senso misterico delle spoglie e stranianti di Farvel e Tre Toner , progredendo nella marciante ed altera Motion, e nel tocco plastico di B.H. ; il più “tematico” titolo My Prayer viene sviluppato a guisa di ondulante cantilena di tono cupo ed ammonitivo, concludendo il programma con l’interrogativa ed ondivaga Concept II, per riprendere infine in solitaria Tre Toner, in forma più remota fino alla lacerante dissoluzione.

La formazione in sax-trio, bassless ma efficacemente triangolata dal pianoforte, trova in quest’ultimo non un controcanto ma un dinamico telaio atmosferico, affidando al drumming, pur raffinato e cangiante, l’imbastitura di meccaniche “pesanti”, in cui riesce funzionale l’adozione, da parte del sassofonista, delle gamme più gravi del tenore e della timbrica gutturale del baritono, ben più atte alla resa drammatica d’insieme.

Isak Ingvarsson by Johan Valkonen
Isak Ingvarsson by Johan Valkonen

Non sfuggirà come il soundscape e lo spirito ispirativo potrebbero a tratti accomunare i materiali, pur ad evidenti distanze stilistiche, al peculiare misticismo di un John Surman, ma la gravitas stemperata nel senso metafisico di questi è piuttosto avvicendata, nel caso di Ingvarsson,  da un clima febbrile e non poco spettrale, senza poter ignorare, infine, un implicito tributo alle brucianti contemplazioni del sommo John Coltrane.

Sforzandosi di “trovare risposte a domande senza risposta” come da programma, nello sviluppo di “The Calling” potrà apparire curioso l’impianto programmatico,  più che altro per la non marginale impressione di auto-centrismo, ma onestà vuole che si tratterebbe di un interessante programma concertistico, e qui comunque si riconosca una voce personale da cui attendiamo propositiva evoluzione.

 

Musicisti:

Isak Ingvarsson, sax tenore, sax baritono
Johan Graden, pianoforte, organo
Kresten Osgood, batteria, Yamaha PSR-1500

Tracklist:

01. Calling 5:11
02. Farvel 3:55
03. Motion 6:02
04. B.H 3:57
05. Tre Toner 3:29
06. My Prayer 5:02
07. Concept II 3:03
08. Tre Toner 3:32

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Isak Ingvarsson