“Silent search of spring” sembra essere stato un unicum dentro questo scenario di “nuove” proposte della scena indie… virgolette dovute visto che per il progetto ELLE questo è il terzo disco di inediti, oltre ai fuori pista del chitarrista e compositore principale Marco Calderano (che conosciamo anche per il progetto Antihero). E sono “outsiders” loro che in fondo un poco tanto sembrano deviare dai riflettori di scena anche regalandoci la quiete e le morbidissime dolcezze del “nuovo folk” di questo disco che tante attenzioni ha ricevuto dalla critica italiana e non solo direi. Ci avviciniamo anche noi con un passo delicatissimo… delicato come il gioco di voci (ormai firma estetica del quartetto di stanza a Roma), delicato come anche quel ricamo di dinamiche spesso risolto dentro suoni non troppo puliti e non troppo distanti da scenari psichedelici… se solo fossero stati vestiti in modi diversi… ma per fortuna “Silent search of spring” è quello che è.

 

 

COVER ELLE DISCOPuntiamo molto il dito sulla produzione: come avete lavorato? Sovraincisioni o molte riprese live? L’improvvisazione? In fase riproduzione avete lasciato anche spazio a cose raccolte in studio, estemporanee?

Questo disco è frutto di un esperimento, in realtà. Avevamo inciso dei provini avendo sì e no chiuso i brani. Questo ha comportato una grande estemporaneità. Molto spesso era: buona la prima! Nel disco ci sono pochissime sovraincisioni perché volevamo avere un disco da poter suonare dal vivo in maniera autentica.

Avete registrato in analogico o in digitale? Perché il suono sembra davvero molto folk, antico, soprattutto nella batteria e nelle voci…

Abbiamo registrato in digitale, ma trattato i suoni avendo in mente suoni folk di una certa tradizione. Drake, Smith ecc..

A proposito di voci sento due trattamenti diversi. Danilo è decisamente più figlio del disco, Miriam la sento più come voce “fuori campo”. E la cosa mi piace e restituisce un segno particolare al tutto. Ha senso per voi?

In realtà questo è il primo disco dove Danilo e Miriam hanno ognuno parti solistiche. Poi ci sono gli intrecci che Miriam crea in maniera del tutto spontanea e che sono diventati cifra stilistica di questa band.

La scrittura di Marco Calderano nasce dalla chitarra immagino. In che modo tiene conto anche di Miriam, di Danilo, delle loro voci e della batteria di Giovanni?

La scrittura delle chitarre con accordature spesso inusuali ed aperte suggeriscono già nella stesura degli accordi e degli arpeggi melodie da proporre ai cantanti. Poi lui abbozza delle parti su cui Danilo tessera dei testi. Le parti sono spesso per tutti e due i timbri molto particolari e diversi di Miriam e Danilo. Giovanni ha carta bianca.

Questo disco è in qualche modo la vostra personalissima primavera? Come a dire: l’ingresso di Giovanni Lafavia nel nucleo storico di Elle significa un nuovo futuro e un nuovo modo di pensare al progetto?

In realtà non è l’ingresso di Giovanni che ci ha suggerito il titolo. L’ingresso di Giovanni è stato necessario per lasciare a Marco la possibilità di suonare solo le chitarre e concentrarsi sulla composizione.

Il titolo invece allude all’adolescenza. Abbiamo pensato che l’adolescenza racchiude in sé un sacco di cambiamenti silenziosi ed inesorabili! Quando abbiamo dato il titolo al disco ci sentivamo un po’ così.