“Baba Jaga” dei Crossin’ Midnight: quando il rock incontra la coscienza

I Crossin’ Midnight tornano con “Baba Jaga”, un brano che mescola atmosfera e provocazione. Tra folklore e rock, la canzone invita chi ascolta a interrogarsi su quanto siamo davvero presenti nella nostra vita. Ne parliamo con la band tra curiosità sulla scrittura, scelte musicali e sguardi sul futuro.

 

Ciao ragazzi, parto subito dal singolo. In “Baba Jaga” usate una figura del folklore per parlare dell’uomo moderno quasi come fosse un “automa sociale”. Quando avete scritto il testo avevate davvero in mente questa critica alla nostra passività quotidiana oppure è qualcosa che è emerso strada facendo?

Partiamo dal dire che la critica fatta sposa perfettamente la nostra filosofia e i temi dei quali vorremmo parlare. La scelta di usare un personaggio terzo di provenienza folkloristica ci è stata suggerita dalle sonorità stesse della canzone, a seguito della composizione della melodia. Nello specifico, l’idea di associare Baba Jaga a tale caratteristica della società ci è venuta in mente indagando sulla storia di questo personaggio mitologico. Secondo noi rappresentava al meglio questo concetto del “automa sociale” e abbiamo deciso di farle impersonare tale critica.

Ascoltando il brano si percepisce un andamento quasi ipnotico, quel 3/4 che non è così comune nel rock più diretto. Da dove nasce questa scelta ritmica e quanto è stata spontanea durante la scrittura?

Questa metrica è nata assolutamente in maniera spontanea, ci siamo lasciati trasportare dalla composizione per poi successivamente mantenere il 3/4 che ci sembrava interpretare perfettamente l’atmosfera onirica e surreale che volevamo creare.

Una piccola osservazione personale: nella parte centrale il pezzo cambia direzione in modo molto netto. È un passaggio interessante, ma per un attimo spiazza l’ascoltatore. Era proprio questo l’effetto che volevate ottenere?

Si, rappresenta un cambio drastico voluto apposta proprio per creare una netta separazione tra le due sezioni della canzone. Anche il testo segue questa scelta, il cambio drastico in questo caso simboleggia l’istante in cui il protagonista realizza di dove reagire oppure sarà troppo tardi.

Guardando avanti: “Baba Jaga” apre la strada all’album “Red Leech Road”. Che tipo di viaggio dobbiamo aspettarci dal vostro progetto artistico nei prossimi mesi e quali sono gli obiettivi che vi siete dati come band?

Dovete aspettarvi un album con un sound nudo e crudo come quello che state sentendo in “Baba Jaga”, con tanta varietà nei temi trattati e contenuti che in qualche modo richiamano sempre a riflettere. Nei prossimi mesi ci sarà la pubblicazione di altri singoli tratti da “Red Leech Road”, disco sul quale stiamo puntando molto e che abbiamo intenzione di suonare su qualsiasi palco disponibile per poterlo far sentire a quante più persone possibili.

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