Danilo Rea e Stefano Valanzuolo in “L’uomo che uccise i Beatles”. Un racconto in musica sospeso tra memoria, ossessione e mito, che ripercorre le ultime ore prima dell’assassinio di John Lennon.
Scritto e narrato da Stefano Valanzuolo, L’uomo che uccise i Beatles immagina il flusso di pensieri di Mark David Chapman (l’assassino) mentre, l’8 dicembre 1980, attende davanti al Dakota Building di New York. In quelle ore, il suo rapporto con i Beatles riaffiora attraverso un inquieto flashback, scandito proprio dalle canzoni che aveva amato profondamente e che finiscono per accompagnare il suo gesto più estremo.
Al pianoforte, Danilo Rea rilegge in chiave personale alcune delle pagine più celebri dei Beatles e dei Rolling Stones, reinterpretandole attraverso l’improvvisazione e il suo inconfondibile linguaggio musicale.
Il programma comprende brani come All My Loving, Love Me Do, Lucy in the Sky with Diamonds, Eleanor Rigby, Come Together, Help!, Hey Jude, Yesterday e Sympathy for the Devil.
Parola e pianoforte si intrecciano in una narrazione intensa, nella quale la musica non è un semplice accompagnamento, ma diventa parte integrante del racconto. Un elemento vivo, capace di evocare un’epoca, un immaginario collettivo e il lato oscuro di una delle vicende più traumatiche della storia del rock.
Cenni biografici
Danilo Rea ha fatto del pianoforte la propria voce interiore e dell’improvvisazione il suo linguaggio naturale. Vicentino di nascita e romano d’adozione, si diploma in Pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia. Fin da giovanissimo, tuttavia, sceglie la strada del jazz, iniziando presto a condividere il palco con alcuni dei più importanti protagonisti della scena internazionale.
Tra le sue collaborazioni figurano quelle con Lee Konitz, Chet Baker, Art Farmer, Johnny Griffin, David Liebman, Bobby Hutcherson, Curtis Fuller, Bob Berg, Steve Grossman, Michael e Randy Brecker, Billy Cobham, Albert Mangelsdorff e Dannie Richmond, oltre al trio con John Scofield e John Patitucci. Incontri ed esperienze che hanno contribuito a forgiare una sensibilità musicale unica, in equilibrio tra rigore e istinto.
Stefano Valanzuolo, napoletano, svolge attività giornalistica dal 1983. Da oltre trent’anni è critico musicale del quotidiano Il Mattino ed è autore e conduttore dei programmi radiofonici Radio3 Suite e WikiMusic. Collabora inoltre con Alias – il manifesto, Sistema Musica e Amadeus e cura le note di sala per numerose tra le principali istituzioni musicali italiane.
Ha scritto numerosi testi teatrali, interpretati da artisti come Gerini, Papaleo, P. Servillo, M. Riondino, Pirrotta, Livermore, Haber, I. Forte e G. Esposito, e rappresentati in contesti prestigiosi: Teatro alla Scala, Teatro di San Carlo, Biennale Teatro di Venezia, Ravenna Festival, Napoli Teatro Festival Italia, Festival Pergolesi di Jesi, Teatro Coccia di Novara ed Emilia Romagna Festival.
Dal 2008 al 2015 è stato direttore generale e artistico del Ravello Festival, mentre nel 2016 ha ricoperto il ruolo di direttore artistico dell’Arena Flegrea di Napoli. Dal 2005 dirige il festival MozArt Box, ospitato presso il Palazzo Reale di Portici, e cura altre iniziative e rassegne musicali. Insegna Organizzazione e progettazione dello spettacolo musicale e Tecniche di Comunicazione al Conservatorio di Benevento.
Informazioni:
Località: Domus Ars – Fondazione Il Canto di Virgilio
via Santa Chiara, 10/c – Napoli
Data: sabato 14 novembre 2026, ore 19:00
Per info e prevendita: 081-3425603 www.azzurroservice.net
email: segreteria@fondazioneilcantodivirgilio.it








