Di Marco Vigliani


FABRIZIO ZANOTTI

La sua “Luna nuova” punta sul futuro

La sua “Luna nuova” punta sul futuro

Sono 11 inediti per Fabrizio Zanotti che in questo 2018 pubblica in un disco intitolato “Luna nuova”. Credo sia sempre interessante capire oggi come vivono e che valore viene restituito al concetto disco, all’opera e alle sue espressioni. Bellissima la risposta del nostro che concede alla sua musica di puntare sul futuro di chi ascolta. “Luna nuova” è un disco di canzoni italiane che sposano un certo stile americano, circense, un rockabilly dove capita come in “Konta il Greco” o “La bestia”, dove lo scenario alla Mark Lenagan è assai evidente. Hawaii ed esotici colori per “Fuoritempo” e poi ballate più classiche come “Se giusto è” o l’opening act con “Una giornata piena”. La canzone di Zanotti sposa liriche e immagini, gioca con immaginari spesso anche surreali ed urbani: si veda il video de “La bestia” o si ascolti il rebus nella chiusura eponima “Rebus” in cui, con la scusa di citare il citabile, disegna a matita e colora senza rispettare i bordi. Ultima nota curiosa: in “Goleador” dove la denuncia sociale passa per la figura di un goleador in uno scenario western del futuro (almeno questa è la mia chiave di lettura) fa il verso a KIT di Supercar o è una mia impressione?

 

 

 

Ci piace moltissimo questa multi-etnicità del disco. Un altro modo per dire che brani come “Konta il Greco” e “Autunno” non me li aspetterei mai nello stesso disco…

Visti dal di fuori probabilmente no, ma da una prospettiva più interiore hanno qualcosa in comune.

Il greco non ha nessuna voglia di cambiare la sua vita, preferisce ribollire nella sua insoddisfazione piuttosto che mettersi in discussione. In “Autunno” ritornano gli echi di una storia vissuta insieme, il desiderio di andare avanti si scontra con la paura di lasciare andare.

 

“Luna Nuova”: un po’ tutto il disco mi sembra un monito di rivoluzione personale o sbaglio?

L’intero album credo sia la mia reazione interiore ai forti capovolgimenti sociali avvenuti negli ultimi anni. È vero che in poco tempo la società ha preso altre strade e oggi sembra essere molto controversa, ma si sente, torna il bisogno di stare insieme, di vivere una realtà autentica più ricca di rapporti sociali.

I mezzi digitali sono entrati prepotentemente nelle nostre vite, e anche se apparentemente ci sentiamo più connessi l’uno all’altro, nella realtà non sempre lo vogliamo.

Ho cominciato una rivoluzione interiore parecchio tempo fa, grazie all’incontro con il buddismo che, in un certo senso, mi ha risvegliato. Da allora non ho mai smesso di praticarlo, e le canzoni di “Luna nuova” sono pregne di tante esperienze quotidiane vissute, grazie a questo profondo insegnamento.

Rivoluzione per me significa non fuggire più da una realtà che non mi piace, ma sfruttare questi momenti, apparentemente inutili, per rivoluzionare me stesso, il mio modo di pensare, interpretare e vivere il presente.

Luna nuova, è la fase in cui la luna non è visibile in cielo, dove la notte è più buia e il buio si sa spaventa. In realtà, è proprio l’inizio di un nuovo ciclo, così come da situazioni apparentemente senza speranza, nascono soluzioni rivoluzionarie.

 

Restando su questo tema: brani un poco funambolici come “La Bestia” che significano? Credo che il legame tra il suono, l’arrangiamento e il testo sia qui più importante che altrove…

Nella bestia ci sono la chiusura, la rabbia, la stupidità che sovente travolgono la nostra umanità.

Il brano è una lotta che avviene dentro noi stessi tra la parte oscura e quella illuminata, che culmina nel bridge con un solo impetuoso di violino su una ritmica terzinata incalzante. Questo forte contrasto tra le due anime interiori non si risolverà, la bestia si placa ma non muore, ed è pronta a tornare ogni volta che veniamo sopraffatti dalla nostra emotività.

La copertina anche non passa inosservata. E sinceramente non mi restituisce il suono e la canzone che poi trovo dentro… come mai questa “trasgressione” didascalica?

Perché la copertina è frutto dell’interpretazione da parte di Ugo Nespolo.

Lo ringrazio per il valore aggiunto che ha dato a tutto il lavoro.

 

Per chiudere: fare un disco oggi. Per te poi che non sei affatto vittima degli entusiasmi degli esordi. Una canzone impegnata concettualmente ed esteticamente come quella di “Luna Nuova” che scenario si trova davanti e che significato secondo te le viene riconosciuto?

Normalmente non mi pongo queste domande, su cosa si aspetta da me chi l’ascolterà,

e preferisco concentrarmi sul rendere la canzone il più possibile aderente a ciò che sento di trasmettere.

Anche il vestito che le scelgo è in funzione del contenuto e non il contrario.

“Luna nuova” scommette sul futuro di chi l’ascolta, senza la pretesa di convincerlo sulla forza che nasce da una visione creativa del suo domani.


Pubblicata il 26/03/2018