LIV ANDREA HAUGE TRIO | Døgnville

LIV ANDREA HAUGE TRIO
Døgnville
Hubro music
2025

Già fattivo il curriculum della giovanissima pianista norvegese Liv Andrea Hauge, scandito dalla presenza in quasi una decina di album (presso importanti label locali quali Jazzland e Grappa), tra cui si è notato un ensemble a settetto a propria direzione (Hva nå, Ekko? del 2023) e già si vanta una serialità circa il presente trio, rapidamente affiatatosi ed esordiente nell’album Live from St. Hanshaugen (descritto con civetteria come “registrato nel soggiorno di casa, in forma di concerto molto intimo e raccolto per i nostri amici, non destinato alla pubblicazione”).

Condivisa ad oggi con il batterista August Glännestrand e con la contrabbassista Georgia Wartel Collins, questa formazione si è definita quale il “progetto di maggior investimento” da parte della titolare e perveniva all’arruolamento presso l’attuale label Hubro con il successivo Ville Blomster, frutto invece di una gestazione concertistica protrattasi per oltre un anno, entro una visione dichiaratamente pescante nella legacy delle figure di spicco del piano-trio, tali Brad Mehldau, Kit Downes o l’ineluttabile Keith Jarrett.

Hauge trio 2

Se tali materiali potrebbero riuscire di impropria collocazione entro il catalogo sfaccettato ma tendenzialmente eversivo ed ‘avant’ della label norvegese, la stessa aveva già espresso un’analoga serialità con il trio capitanato da Mats Eilertsen, ad esempio, e lo Hauge trio non rinuncia ad enfatizzare “il lato selvaggio e improvvisato della loro musica, insieme ai bellissimi e semplici elementi melodici di spicco”.

Tuffandoci in medias res, non riescono banali il calligrafismo assertivo dell’introduttiva Strir o la fluviale verve della successiva Natt Natt Natt. Una glossa nel complesso strutturata e comunicativa, fondante su una plastica sezione ritmica ed un pianismo estroverso, ma non negato all’intimismo, come testimoniano la notturna ed austera Vi er, o la sensibile ed a tratti aspra Sval.

Riusciranno diversamente attrattivi l’ondulante Karja, infittita da contrasti ritmici, le misurate eccentricità in Rukla ed il finale luminoso ed elegiaco in Mange av oss, a congedo di una sequenza abitata da una coalescenza sonora in cui si dichiara saliente il “gioco collettivo”  oltre alla spontaneità ed un palese culto di geometrie alternative.

 

Musicisti:

Liv Andrea Hauge, pianoforte
Georgia Wartel Collins, contrabbasso
August Glännestrand, batteria

Tracklist:

01. Strir 5:08
02. Natt Natt Natt 3:58
03. Vi er 4:28
04. Karja 4:56
05. Sval 6:37
06. Rukla 3:37
07. Mange av oss 3:38

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LIV ANDREA HAUGE