Silvio Nunziata aka Sly alla voce, Fabio Colasante aka FabKo alla programmazione elettronica, basso e voce, Enzo Rivelli aka ImNotADrumMachine alla batteria e infine Vincenzo Marzullo aka Omar Zulle alle chitarre. Andiamo ad Empoli e conosciamoli da vicino i Boomers On Computers, formazione per niente di “primo pelo” e che rimescola in questa direzione maestranze di lungo corso dove quasi sempre il rock di stampo da “boomers” ha dettato legge. “STOP” è un ep, il primo di questo cocktail di anime erranti, lavoro di arroganza urbana e di viscosità industriale. Elettronica e ottime esecuzioni analogiche contribuiscono a rendere assai gustoso questo lavoro che è figlio di un tempo assurdo a cui loro, senza pensarci due volte, dicono stop. Non è un disco per vecchi: tutt’altro!!!

 

LOGO BOOMERSMi piace il logo che proviene dalla mia adolescenza pixelata… ma la copertina? Siamo tutti pesci privi di parole? E non ci avreste visto meglio delle pecore al pascolo?

In realtà più che privo di parole è un pesce che annaspa fuori dall’acqua un po’ come noi (sly e fabko) che in questo periodo storico ci sentiamo un po’ fuori dal nostro elemento naturale… ciò che accade nel mondo e ciò che accade nelle città in cui viviamo ci fa sentire dei pesci fuor d’acqua. Noi da boomers convinti apparteniamo ad un mondo fatto di relazioni di umanità oggi è tutto troppo impersonale per citare una frase del nostro singolo L’umanità arranca.

“L’amore fuori” il disco inizia da qui e mi sembra di risentire i The Prodigy… che tipo di suono avevate in mente in fase di scrittura?

Quando ci siamo approcciati all’amore fuori cercavamo un suono e un arrangiamento che creasse quel pò d’ansia che può esserci in una doppia relazione amorosa, un suono che desse l’idea dei sensi di colpa che ti precipitano addosso quando non riesci a scegliere tra “lei” e “l’altra”.

“Come Lo-Fi” riprende a pieno quel suono delle prime sintetizzazioni dei giochi al computer… il gaming è uno scenario che torna per una ragione precisa?

No, non c’è una ragione precisa, quando componiamo lasciamo libero sfogo all’ispirazione, come Lo-Fi e un pezzo che abbiamo composto in due ore, cotto e mangiato in un solo boccone, suono basico reef diretto e ritmica essenziale, a volte la semplicità paga.

E che bella la sezione di drumming distorta dentro il singolo… rappresentazione sonora dell’inquinamento sociale?

Esatto, la distorsione del suono come rappresentazione di un’assenza di rapporti tra umani… i social, la violenza, la pochezza socioculturale di questo periodo e molto altro è ciò che abbiamo cercato di ricreare in quel suono.

E per chiudere, un brano come L’inverno ci rimanda ai Subsonica volendo… anche quel certo modo di usare i Delay sulla voce… vero?

Sicuramente è una delle band che abbiamo ascoltato, ma non solo, in quella canzone ci sono anche molte altre influenze come un po’ in tutto il disco, secondo noi ad esempio L’amore fuori è un pezzo che ha quel suono anni ‘90 che poi è tipico anche di Samuel e soci, tuttavia le influenze sono molteplici sia per noi che per i Subsonica.