VMV TRIO | The Search of Meaning

VMV TRIO
The Search of Meaning
Inner Urge Records
2026

Ascoltare “The Search of Meaning” significa immergersi in un lavoro che trascende la semplice somma delle parti. Il VMV Trio — Vincenzo Di Gioia, Marco Cutillo e Vito Tenzone — si presenta formalmente come un bass-less trio, ma l’ascolto attento rivela una produzione in studio che rompe questa gabbia. I tre musicisti pugliesi, forti di un percorso costellato di riconoscimenti (dal Conad Jazz Contest all’Abbazie Jazz Contest, fino ai podi del Teano Jazz Contest e dell’Onyx Jazz Contest), utilizzano la sala di registrazione come un quarto strumento, espandendo l’organico con interventi mirati di pianoforte e tastiere suonati dagli stessi membri del gruppo.

Se formalmente siamo di fronte a un bass-less trio, si diceva, la realtà sonora del disco è ben più stratificata. Il gruppo svela qui una natura polistrumentale che arricchisce l’ascolto senza mai appesantirlo: Di Gioia e Tenzone non esitano a sedersi al pianoforte o a maneggiare tastiere per creare ambienti immersivi. Le tastiere agiscono dando “profondità di campo”, una luce scenografica che colora i brani, confermando quella vocazione narrativa che permea l’intero progetto, fin dalla copertina pensata come un “ritmo visivo”.

L’album si apre con Opening, un manifesto di delicatezza dove la batteria tace per lasciare spazio a un intreccio cameristico. Ma è quando il motore ritmico si accende che il VMV Trio sorprende. In Outrage il riffing di Cutillo è acustico, cristallino, quasi percussivo nel suo attacco. Il drive nasce da un incastro ritmico a orologeria con Tenzone, il quale dimostra una gestione delle dinamiche che privilegia il colore alla potenza, evocando un interplay telepatico.

Il vertice lirico dell’album, May 14 (The story of us), firmata da Tenzone, è una lezione di stile in cui la tecnica si fa emozione. Di Gioia scolpisce la melodia con un attacco straight e vitreo, concedendosi il vibrato solo nel decadimento della nota. Un ritardo espressivo che scalda il suono senza cadere nel sentimentalismo, rendendolo paradossalmente più struggente e diretto.

In Troubled Consciousness il trio lavora sulla psicologia del suono. Il brano costruisce un labirinto circolare, un groove ipnotico e costante fa da spina dorsale a un’accumulazione di tensione sonora. L’uso delle tastiere qui è cruciale per creare quella densità ‘viscosa’ che avvolge l’ascoltatore, restituendo perfettamente il senso di un pensiero ricorrente e irrisolto.

Il cerchio si chiude con Now fly, the dream is real e la riflessiva Where Am I Now?, tracce che sigillano un percorso coerente. “The Search of Meaning” non è solo un disco ben suonato, ma anche un lavoro pensato, dove ogni nota ha un peso specifico. Il VMV Trio dimostra che per riempire una stanza non serve alzare il volume, ma avere qualcosa di urgente da dire. Un esordio luminoso, europeo e sinceramente “umano”.

 

Musicisti:

Vincenzo Di Gioia, sax alto, piano
Marco Cutillo, chitarra
Vito Tenzone, batteria, piano, keyboards

Tracklist:

01. Opening (M. Cutillo)
02. Missing Pieces (M. Cutillo)
03. Outrage (M. Cutillo)
04. Trouble consciousness (V. Di Gioia, M. Cutillo, V. Tenzone)
05. May 14 (The story of us) (V. Tenzone)
06. Film (V. Di Gioia)
07. Now fly, the dream is real (V. Di Gioia)
08. Where am I now (V. Tenzone)

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