Ci sono pezzi che non cercano di piacere e si sentono subito. “Senza Speranza” di Fun Mc è di quelli. Rapper romano classe ’79, con una storia che parte dal Piazzale Flaminio degli anni Novanta e arriva fino ai contest hip hop della capitale e a un docufilm presentato al Festival del Cinema di Roma, Fun Mc torna con un brano che non fa sconti a nessuno, nemmeno a se stesso. Il groove è denso e grezzo, costruito su una base che rimanda senza equivoci all’hip hop americano di fine anni Novanta, e gli scratch di DJ D. Lo Z. non sono un ornamento: sono l’asse portante dell’intera architettura sonora, quello che tiene insieme tre voci molto diverse tra loro. Perché il brano vive anche di Tragedia, MC napoletano di vecchia scuola che porta il dialetto partenopeo nella sua forma più densa e impermeabile, e di Master Chiuso, che chiude con una strofa di tutt’altro respiro, quasi meditativa. Il rischio con un pezzo a tre voci così distanti è sempre la dispersione, e in qualche punto si percepisce la tensione tra i registri. Ma è una tensione che il brano regge, perché il filo conduttore è forte: l’assenza di speranza come condizione condivisa, la costanza come unica risposta possibile. Un brano che sa dove sta e non chiede scusa per questo. Per chi conosce quella musica dall’interno, è esattamente ciò che serve.












