Dal 30 dicembre il jazz torna ad avvolgere la rupe di Orvieto con la sua magia.
Umbria Jazz Winter, giunto alla sua trentaduesima edizione, accoglie nuovamente il folto pubblico di appassionati con una edizione ricca di interessanti appuntamenti.
Come da tradizione, la “nota di inizio” spetta ai giovani che si sono distinti per talento e bravura nella precedente edizione estiva perugina.
Cosi nella Sala dei 400 del Palazzo del Popolo applaudiamo il sestetto fiorentino dei Saihs, vincitori del Conad Jazz Contest 2025. Dichiarandosi onorati ed emozionati di poter calcare lo stesso palco dal quale, in varie occasioni, hanno potuto applaudire i propri beniamini, presentano il loro repertorio di brani originali. Alcuni dei titoli, come Talak Batí e Mifi Norita, nascono dagli anagrammi dei loro cognomi e vogliono rispettivamente dire, ‘Luce’ e ‘La ragazza che si reca al rito’ in due linguaggi dell’Africa Occidentale.
H Mobile racconta come la H presente nel nome del gruppo, appaia spesso in posizione diversa in articoli e recensioni che parlano di loro. I pezzi suonati, che includono inoltre Composizione A (o Forma, titolo ancora da definire, n.d.r.), Second Try e Sette, sono tratti dal loro ultimo disco – “Distopia” – e da un EP, di prossima uscita per la Universal, che è parte del premio offerto – a partire da quest’anno – da Conad ai vincitori del contest.
Cambio palco a favore dei giovani talenti che si sono distinti durante le Clinics perugine della bostoniana scuola di musica Berklee, organizzate da Giovanni Tommaso.
La piacevole voce della cantante Ines Almeida, il gradevole tocco pianistico di Jacopo Iodice – che ha curato tutti gli arrangiamenti del gruppo – caratterizzano la loro esibizione. Tra i brani, per lo piú standard jazz, Butterfly e Madalena.
Alle 18,00 imperdibile appuntamento a Piazza del Popolo con la marching band ufficiale del festival, i vicchiesi Funk Off. The Funkin’ Been ci porta direttamente verso il sagrato del Duomo, dove si é radunata molta gente, per una – tra le altre – riuscitissima e coinvolgente Uh, Yeah!, accompagnata da tante mani festanti che si librano nell’aria.
Dopo una piacevole sosta in una trattoria orvietana, ci rechiamo al Teatro Mancinelli dove, alle 21.30, possiamo godere del sopraffino pianismo di un trio d’eccezione, tutto italiano, i 3Together: Dado Moroni, Stefano Bollani e Danilo Rea.
La simpatia di Bollani, la classe di Moroni e la versatilità di Rea si fondono in uno spettacolo piacevolmente unico, che nasce dall’idea del – purtroppo recentemente scomparso – direttore artistico del Ravello Festival.
Tra le divertenti follie di Bollani – che suona assumendo diverse pose plastiche ed esorta i colleghi a cambiare le posizioni al pianoforte – e le freddure e racconti di Moroni, si snodano i brani: standard jazz come Caravan, When The Saints Go Marching In e You Look Good To Me di Oscar Peterson; incursioni pop come Grande Grande e Che Sará ed intermezzi divertenti come Oh, Susanna, la natalizia O Tannenbaum e The Pink Panther Theme.
Non manca una menzione a Valentina Cenni – moglie di Bollani e presente in platea – che ha curato il documentario sul jazz “Tutta Vita”, al quale hanno preso parte musicisti come Rava, Salis, Fresu e Sepe e che uscirà nei cinema di tutta Italia nel prossimo mese di aprile.
Mentre ci incamminiamo verso l’alloggio, la notte orvietana ancora risuona di note e di applausi nei bar e bistrot che costeggiano il percorso del popolo notturno del jazz.
A domani!
Leggi anche:
UMBRIA JAZZ WINTER#32 | San Silvestro tra note jazz, funky ed elettriche sulla Rupe di Orvieto
UMBRIA JAZZ WINTER#32 | Buon 2026 a suon di Jazz, Funk e Gospel sulla Rupe Orvietana








