Martedì 7 luglio la giornata musicale inizia alle 12,00 in Sala Podiani con il concerto del vibrafonista newyorkese Joel Ross e del suo Quartetto, composto dal pianista Tyller Bullock, dal contrabbassista Luca Alemanno e dal batterista Jeremy Dutton.
Ci offrono uno spettacolo di classe, per ascoltatori esigenti: imperniato intorno alle radici della musica americana, non perdendo l’occasione per strizzare l’occhio all’innovazione.
Alle 17,30 raggiungiamo il Teatro Morlacchi per ascoltare il sopraffino chitarrista Peter Bernstein ed il suo Quartetto: Danny Grisset al piano, Doug Weiss al contrabbasso e Bill Stewart alla batteria.
Un jazz accattivante e di altissimo livello, intervallato da spettacolari assoli dei vari strumentisti nei quali si coglie l’ispirazione jazz classica, presentata in un modo mai banale.
All’uscita, ci fermiamo ad ascoltare il recital degli studenti dell’Appalachian State University Jazz in Piazza IV Novembre: bravissimi!
All’Arena Santa Giuliana alle ore 21,00 ci attendono due concerti particolari: la Republic of Love di Laurie Anderson ed i suoi Sexmob e la chitarra di Christone Kingfish Ingram.
La Anderson propone uno spettacolo – in esclusiva per l’Italia – che unisce visual art, parole scritte e commento musicale trasversale molto forte.
Si ascoltano i rumori e gli umori dei tempi di guerra, che vengono rappresentati, in maniera avvolgente, da suoni, luci, parole ed immagini.
Il percorso musicale segue un filo immaginario che lega jazz, avanguardia classica postmoderna, minimalismo, ambient ed avant rock per un risultato molto particolare.
La musica dei Newyorkesi Sexmob fa sentire l’influsso creativo di alcuni grandi che ne hanno influenzato la produzione artistica, come Prince e James Brown.
Pausa per il cambio palco ed eccoci pronti per l’esplosione di suoni del chitarrista Kingfish.
Originario di Clarksdale, Mississippi, è cresciuto influenzato dalla musica gospel, passando per basso e batteria, prima di approdare alla chitarra.
Con quattro album al suo attivo, di cui l’ultimo registrato live durante un concerto londinese, Kingfish è un vero leone da palcoscenico: il suo Blues è veramente accattivante e subito ci conquista con le sue note.
Una sortita ai Giardini Carducci è d’obbligo per ascoltare i Brassense, un simpatico ottetto che rivede la classica formula ‘Brass’ – Quartetto di ottoni – conferendole un nuovo ‘Sense’, ossia l’aggiunta di una cantante, di una chitarra e di una batteria.
Italianissimi, propongono un repertorio allegro e di intrattenimento, che unisce elementi funky ad altri di jazz classico, non tralasciando ispirazioni pop anni ‘80.
Balliamo un poʻ tutti e ci divertiamo!







