La giornata di mercoledì 8 luglio si apre a Perugia alle 11,30, con la consueta passeggiata di metà festival dei Funk Off, che, intonando Waking Up At UJ, si avviano alla stazione del Mini Metrò per raggiungere Pian Di Massiano, dove completano la loro performance.
Alle ore 12,00, in Sala Podiani applaudiamo lo spiritual jazz dell’Immanuel Wilkins Quartet: Micah Thomas al piano, Ryoma Takenaga al contrabbasso, Kavyon Gordon alla batteria e Wilkins al sax alto.
Originario di Philadelphia e formatosi musicalmente a New York, Wilkins collabora con grandi nomi del jazz americano, ma crea, con il suo quartetto, una delle più belle band del momento.

“Omega”, “Blues Blood” e “Live At The Village Vanguard” sono alcuni dei suoi prodotti discografici, elogiati da stampa e pubblico.
Bella performance qui ad UJ, dove, con trainante feeling, stabilisce subito una forte empatia con il pubblico presente.
Alle 17,30 appuntamento con il fantasmagorico pianista, compositore e band leader Jason Moran al Teatro Morlacchi: originario del Texas, propone un repertorio che, ispirandosi al jazz della tradizione, si fa permeare dalle nuove influenze e contaminazioni musicali.
Tra i suoi molteplici interessi, non mancano sguardi sugli spunti multimediali, né finestre aperte sull’arte contemporanea, visual art e musica classica.

Tutto ciò confluisce magicamente nel suo piano solo, in cui spazia da brani più intimistici a pezzi ritmati che infiammano, non solo la platea, ma ispirano anche l’abilità del tecnico delle luci, che illumina il pianoforte al ritmo della musica, facendogli visivamente ‘prendere fuoco’: fantastico!
All’uscita dal teatro, passiamo per Piazza IV Novembre dove si esibiscono gli studenti universitari della Philadelphia Jazz Orchestra, bravi e coinvolgenti.
La sera, ci dedichiamo agli spettacoli gratuiti, presentati ai Giardini Carducci.
Alle 21,00 ritroviamo con grande piacere la calda voce di Allan Harris, che propone il suo show Harlem After Dark, arricchito dalla presenza della brava e sensuale cantante Maya Azucena Ellis e dalla bravura del vocalist e ballerino di tip tap AC Lincoln.
In un attimo ci ritroviamo piacevolmente catapultati nella atmosfera brillante ed elegante dell’età d’oro di Harlem, all’epoca centro della cultura afroamericana: tributo alla creatività, resilienza ed eredità dei neri americani.

Harris, sopraffino crooner ed apprezzata vecchia conoscenza del pubblico di UJ, ci propone – con l’eleganza che sempre lo caratterizza – alcuni grandi classici americani come Fly Me To The Moon e Cheek To Cheek.
Alle 23,00 cambio palco per lo swingante brio di un’altra vecchia conoscenza di UJ, il sassofonista Ray Gelato ed i suoi Giants.
Londinese di nascita, Gelato è molto seguito dal pubblico di Umbria Jazz perché propone un repertorio musicale ironico ed allegro che fa presa sul pubblico: da That’s Amore di Dean Martin a brani di Frank Sinatra, non dimenticando incursioni nel jive e nel rock & roll.
Deve la sua fama ad UJ ed anche alla sua innata simpatia nell’interpretare brani, a sfondo umoristico, suonati e ballati negli anni ‘50 e ‘60.
Giovedì 9 luglio apriamo la nostra giornata musicale recandoci alla Sala Podiani per apprezzare il concerto di contrabbasso solo di Thomas Morgan.
Musicista dalla intensa attività artistica, sia live che in studio, Morgan si dimostra all’altezza del ruolo. Interessante la sua ricerca in campo informatico, che lo istrada all’uso di Woods, strumento a corde virtuale che evoca i suoni di strumenti a corda pizzicati, come il liuto, il cimbalom ungherese e la marimba. Molto originale.
Alle 14.30 ci affacciamo ai Giardini Carducci per godere della performance acustico/elettrica degli Accordi Disaccordi. Alessandro Di Virgilio e Dario Berlucchi alle chitarre con Dario Scopesi al contrabbasso danno vita ad un concerto coinvolgente, che, mischiando le influenze gipsy jazz, il rock, le melodie mediterranee ed i ritmi latini, intrattiene il pubblico che sottolinea la loro versatile bravura con numerose ovazioni.
Alle 15,30 nuovamente in Sala Podiani per la performance di piano solo di Ethan Iverson, che omaggia due delle più grandi figure musicali del Novecento, James P. Johnson e John Coltrane.
Performance bellissima, che ci avviluppa vorticosamente tra le note di un brano e l’altro, eseguiti quasi “a perdifiato” in questa raffinata esecuzione.
Alle 17,30 al Teatro Morlacchi per il Bill Frisell Trio con Greg Tardy al sax tenore e clarinetto. Completano l’ensemble Thomas Morgan al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria. Concerto spettacolare, la chitarra elettrica di Frisell costruisce discorsi musicali eleganti e godibili, sia in chiave soft, che più ritmata. Molteplici le influenze e le esperienze musicali che lo contraddistinguono: talentuoso improvvisatore, Frisell ha costruito un “suo” personale suono, nato dalle sue variegate collaborazioni in campo orchestrale, cameristico, latino, nell’ambito delle colonne sonore cinematografiche, mainstream jazz ed avant jazz.

Passando in Piazza IV Novembre, ascoltiamo gli studenti della Berkley Jazz Messengers, una orchestra frizzante perché composta da giovanissimi talenti americani.
Alle 21,30 all’Arena Santa Giuliana è di scena “Tutta Vita”, il film documentario sul jazz contemporaneo italiano, la cui regia è firmata dall’attrice Valentina Cenni, moglie del pianista Stefano Bollani.
Segue il concerto, applauditissimo, dello Stefano Bollani All Stars, con Roberto Gatto alla batteria, Daniele Sepe al sax e flauti, Christian Mascetta alla chitarra elettrica! Ares Tavolazzi al contrabbasso, Enrico Rava e Paolo Fresu alla tromba e flicorno e Frida Bollani Magoni al piano ed alla voce.
Gran finale di giornata con questi grandi big del Jazz Italiano!








