“Troppo in fondo” dei 666: la rinascita di un inno anticamorra. Presentazione a San Giorgio a Cremano (NA) il 17 settembre

Il brano dei 666, composto nel 1985 all’indomani dell’assassinio di Giancarlo Siani, torna oggi in una nuova versione che mantiene intatta la sua forza simbolica. I componenti della storica band della Vesuwave hanno deciso di riproporre Troppo in fondo in occasione del quarantesimo anniversario della morte del giovane giornalista, avvenuta il 23 settembre 1985.

Nato poche ore dopo l’agguato che stroncò la vita del cronista del Il Mattino, il brano fu la prima canzone anticamorra scritta in Italia. In esso i 666 riversarono lo smarrimento e la rabbia di quei giorni drammatici, trasformandoli in musica.

Oggi, a distanza di quarant’anni, Marco Gesualdi, Vittorio Nicoletti Altimari e Maurizio Capone hanno scelto di rileggerlo con un suono nuovo, arricchito dalla voce di Paolo Siani, fratello di Giancarlo, che interpreta un estratto da un articolo scritto dal giornalista nel 1985.

L’anteprima assoluta della nuova versione acustica è fissata per mercoledì 17 settembre 2025, alle ore 18.30, a Villa Bruno di San Giorgio a Cremano, durante l’evento Le parole di Giancarlo, promosso dal FAI Vesuvio con la collaborazione della Fondazione Giancarlo Siani.

In quella occasione, la storica Mehari verde, divenuta simbolo di memoria e di impegno civile, sarà al centro della scena: il percussionista Maurizio Capone la trasformerà in uno strumento musicale, facendone risuonare la carrozzeria come voce di coraggio e legalità.

Il singolo sarà disponibile dal 23 settembre 2025 su Spotify e sulle principali piattaforme digitali. Parallelamente prende vita anche un nuovo collettivo, Six Young Legacy, che coinvolge musicisti più giovani – tra cui i figli degli stessi componenti dei 666 – insieme a voci emergenti e ai cori degli allievi del Centro Musica Yellow Submarine. Un vero passaggio di testimone che lega tre generazioni alla memoria di Giancarlo Siani.

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Il brano contiene versi che suonano ancora come un monito:

“Nel mio mondo non c’è posto per la verità / Quando arriva troppo in fondo non c’è più pietà…”

Una denuncia che non ha perso attualità e che oggi viene rilanciata con rinnovata energia.

La storia di Troppo in fondo si intreccia anche con quella di Pino Daniele, che rimase colpito dal brano dopo aver conosciuto i 666 sul set di Blues Metropolitano. Il cantautore napoletano spinse affinché diventasse un singolo, affidandolo al produttore Allan Goldberg. Tuttavia la EMI scelse di non pubblicarlo, giudicandolo all’epoca troppo scomodo. Per i 666, quell’episodio – e soprattutto l’omicidio di Siani – rappresentò un punto di svolta, il momento in cui comprendere definitivamente da che parte stare.