THINK JAZZ 2025 | Piccoli festival crescono (molto bene)

Ha il sapore di un piccolo miracolo il Think Jazz, festival giunto quest’anno alla undicesima edizione.

Curato sempre con passione e competenza da Antonio Mozzillo e Luca Varavallo, coadiuvati da uno sparuto ma agguerrito gruppo di appassionati e musicisti, la rassegna promuove la musica afroamericana nella provincia casertana, quella più prossima alla periferia napoletana, offrendo ascolti non convenzionali e di qualità ad agosto, mese tradizionalmente povero di concerti dopo la sbornia degli appuntamenti musicali di luglio.

Come l’anno passato, grazie all’amministrazione comunale di Succivo che ha assicurato il patrocinio morale, i concerti sono stati ospitati nel suggestivo Casale di Teverolaccio, antica masseria con palazzo baronale e chiesetta annessi a rigogliosi giardini ed orti, pienamente restituiti alla collettività dopo importanti e radicali lavori di ristrutturazione.

Il festival ha presentato come al solito un programma distribuito in tre serate consecutive con concerti gratuiti (la serata inaugurale) ed a pagamento, pur mantenendo la propensione a prezzi di ingresso assolutamente bassi nonostante le scarse risorse economiche a disposizione degli organizzatori.

Venerdì 29 agosto la proposta era incentrata sulla esibizione di due complessi di giovani musicisti nostrani, il trio Swipos (Armando Colucci, tastiere; Francesco Girardi, basso; Alex Perrone, batteria) ed a seguire il quartetto Asakaira (Michele Vassallo, sax; Giuseppe Desiderio, basso; Luca Mignano, batteria; Francesco Fasanaro, percussioni).  Si tratta di musicisti che vantano già svariate esperienze in diversi progetti interessanti, a conferma del buon momento della musica jazz nella nostra regione.

Per Sabato 29, pur in parte patendo la concomitanza del debutto casalingo della squadra di calcio del Napoli, il Post Atomic Zep di Francesco Bearzatti (sax), Danilo Gallo (basso) e Stefano Tamborrino (batteria e voce) è riuscito in una convincente rilettura in chiave jazzistica del repertorio dei Led Zeppelin, da Immigrant Song alla celeberrima Stairway to Heaven, oramai assorta a vero e proprio standard che trascende i generi. Il sax di Bearzatti, filtrato da apposite pedaliere, regge il confronto con la chitarra di Jimmy Page anche in quanto coadiuvato da una sezione ritmica di tutto riguardo, robusta ed energica come si conviene al repertorio trattato.

La serata finale, Domenica 30, è coincisa con il momento clou del festival, segnata dal ritorno per la terza volta in questi anni di Israel Varela (batteria e voce), accompagnato per l’occasione da Nguyên Lê  (chitarra) e da Chris Jennings (contrabbasso) per il recentissimo progetto denominato ARETAM. Il trio ha offerto un set di prelibatezze ritmiche ed armoniche, dimostrando un notevole affiatamento sul palco pur avendo un solo concerto alle spalle. Ci auguriamo giunga presto in sala di incisione e, perché no, magari di rivederlo nuovamente dal vivo dalle nostre parti.

THINK JAZZ 2025 – 11ª edizione
29, 30, 31 agosto 2025
Succivo (CE)