Non so quanto sono fuori pista ma di certo sulle prime non mi sarei atteso tanta leggerezza punk da una formazione piemontese… e questo non so bene come spiegarlo in altro modo. Di certo è che questo EP dal titolo “È sempre colpa degli altri” a firma dei The Monkey Weather, ha tutti i connotati per fare il verso e raccogliere il testimone di una stagione che agli adolescenti di fine anni ’90 farà gola e richiamerà alla mente solo belle sensazioni di rivoluzione. Il punk sotto forme per niente innovative (per fortuna) fatta eccezione per qualche gioco di synth che, volendo, torna anche più indietro nel tempo (ma non di molto). Per il resto si respira l’irriverenza e l’urgenza rock che manca tanto nei suoni moderni… ma proprio tanto.

 

The Monkey WeatherParliamo del suono prima di tutto: quanto alle macchine programmabili e quanto al mestiere artigiano?

Le nostre origini sono di trio power rock, al quale si è aggiunto il nostro tastierista Tobia, lui ha portato il giusto mix, ha saputo apportare quella dose di elettronica tale per cui tutto funziona e si amalgama, senza togliere umanità alla nostra musica, quindi ci sono entrambe le cose, per il nostro orecchio ben miscelate, poi l’orecchio di ognuno ha il suo gusto e per questo va rispettato.

Che poi ho la curiosità di sapere: quanta improvvisazione c’è? E quanta poi ne portate live? 

In sala prove, quando “cuciniamo”, moltissima, poi quando si va in studio o live molta meno, preferiamo essere determinati e solidi suonando a click anche live, Michele (batteria) è una macchina.

Penso sempre che un disco simile è dal vivo che davvero si mostra… in studio sembra quasi di doverlo contenere un poco… sbaglio?

Si contenga cribbio! Ahahahahahahah scusa la battuta! Sul fatto di contenersi ne abbiamo discusso mille volte, qualcuno di noi vorrebbe sempre sbragare e qualcuno no, è molto quadrato, a volte c’è un’armonia perfetta tra queste varie dimensioni, a volte una “fazione” esce più dell’altra.

Detto questo cerchiamo dal vivo di essere il più interpretativi possibile ma avendo un canovaccio deciso a tavolino, questo dà sicurezza, giochiamo sulle dinamiche e sull’interpretazione, avendo una struttura temporale definita, ma se saltate in piedi sul tavolo, vi caricate in spalla il vostro amico e fate i dischi volanti noi siamo solo felici!

E dunque dal vivo come, dove e quando?

Mai quanto vorremmo, per ora il 23 maggio a Baveno, per il festival Bavinum, vi aspettiamo lì per brindare assieme e degustare del buon vino!

Se no sarà colpa vostra ovviamente.