“The End Of Summer Days”, il viaggio emotivo dei Porto Raro tra fine e rinascita

Con “The End Of Summer Days”, il duo dimostra come la tecnica possa incontrare l’emozione, creando atmosfere raffinate e coinvolgenti.

 

 

Come scegliete quali strumenti o sonorità inserire in un brano così delicato e complesso?
Cerchiamo di assecondare l’idea, la sensazione o l’emozione da cui nasce ogni brano.

Una volta registrata la prima idea, lo scheletro del brano, lavoriamo da subito alla produzione sonora e all’arrangiamento, che di fatto diventano l’uno parte dell’altro, in un processo a volte anche tortuoso, ma mai forzato.

E poi alla fine viene naturale, le chitarre e i synth parlano, suggeriscono le strade, si ascoltano e si fanno ascoltare, fino a trovare la parte giusta nella quale calarsi.

Ci sono stati momenti in cui avete sperimentato un approccio completamente diverso e l’avete scartato?
Assolutamente si, e The End Of Summer Days ne è un esempio perfetto! Per il finale di questo brano avevamo preso una direzione più elettronica e “dritta”, con sonorità e pulsioni molto simili a “A New Error” dei Moderat, tanto per dare un’idea.
Alla fine l’abbiamo cestinata completamente, abbiamo messo in moto il Dave Smith Prophet, lo stesso synth del nostro EP “Zero” e abbiamo creato questo suono caldo e sporco, pieno di noise, dagli inviluppi rumorosi, dal quale ha preso forma il finale di The End Of Summer Days.
Quanto tempo dedicate a trovare il giusto equilibrio tra improvvisazione e arrangiamento strutturato?

L’improvvisazione è la madre della musica, qualsiasi sia il genere. C’è un momento in cui qualcuno si siede al piano, imbraccia una chitarra, soffia in una tromba e semplicemente inizia a fare musica.
Le nostre canzoni nascono spesso così, cercando di dare suono ad un’immagine, un’idea, una sensazione.
L’arrangiamento e la produzione vengono dopo, a modellare il grezzo e a scolpire l’opera finale.
I mezzi e i linguaggi sono diversi, ma crediamo fortemente che questo processo sia familiare a molte persone, tanto nella vita di ogni giorno quanto nell’arte.

Avete mai pensato di integrare elementi visuali o multimediali per completare l’esperienza del brano?

Più di una volta, e onestamente non vediamo l’ora di realizzare i prossimi lavori e creare un’esperienza ancora più coinvolgente.

Ma sempre con parsimonia! E’ bello lasciare l’immaginazione di ogni ascoltatore intatta, senza guidarlo lungo un percorso già programmato.

The End Of Summer Days è una canzone d’amore, un inno alla vita e alla morte, una riflessione sul nostro ruolo nel tempo, e nello spazio. O magari è solo una ballata post-rock con qualche synth di troppo, fate voi!