TEPURA: il gioco serio del Bambino Interiore

Il singolo ‘Baby, tu resti’ dei Tepura è un invito a ritrovare quella parte di noi che spesso resta nascosta sotto le abitudini della vita adulta. In questa intervista Denis e Andrea raccontano la nascita del brano e il legame tra leggerezza musicale e profondità emotiva.

 

 

Ciao Denis e Andrea, ‘Baby, tu resti’ ha un’energia pop-swing molto particolare. Quando avete iniziato a lavorare al brano avevate già in mente quell’atmosfera leggera che ricorda quasi il movimento di un’altalena?

Un saluto a tutti i lettori e agli amici di Sound Contest, siamo felicissimi di notare che avete percepito questo movimento andante che, nei nostri pensieri, era esattamente legato all’altalena. In “Baby, tu resti” costruiamo un dialogo, sempre più necessario e poco considerato, col nostro bambino interiore. Quale immagine migliore, se non l’altalena, per riportare a quella spensieratezza e leggerezza tipiche delle epoche di gioventù. Il nostro brano vuole essere proprio questo, un forte segnale di riconciliazione col se’ più innocente, al di là di tutte le menzogne che il mondo adulto ci inculca.

Nel testo parlate di tornare ad ascoltare il proprio Bambino Interiore. Quanto è stato personale questo tema per voi mentre lo scrivevate e lo arrangiavate?

Il testo del brano è stato scritto da Susanna Rossi, nostra collaboratrice e vocal cocah nonché cara amica. Dopo una mattina di prove e un bel pranzo in compagnia, Susy rovistava tra vecchie cartacce. Casualmente la sua attenzione è stata rubata da una sua vecchia foto da giovane. Guardandola, con occhi pieni di ricordi, si è chiesta: “Cosa direi a questa bambina?”. Poco dopo la risposta è stata illuminante: “Baby, tu resti”, ci sei ancora, sei ancora dentro di me.

E da lì, tutti assieme, ci siamo permessi di perderci nella gioia dei ricordi e abbiamo messo su carta quello che sentivamo, e la speranza è proprio questa: far sentire che in “Baby, tu resti” c’è tutto il nostro personalissimo bambino interiore.

Il brano è molto coinvolgente, ma in alcuni passaggi sembra quasi trattenersi invece di esplodere completamente. È stata una scelta per lasciare spazio al messaggio del testo?

Certo, ricordiamoci sempre di chi canta il brano. Una bambina indifesa, vittima di costrizioni e bugie, forse anche abbandonata e caricata di responsabilità che sicuramente non le competono. Chi di noi sarebbe in grado di esprimersi completamente e liberamente in quella situazione? La moderazione è proprio questo: il candore di una bambina che riprende fiducia in sé stessa e che cerca, con le proprie forze e le proprie consapevolezze, di riuscire ad essere felice.

Nel vostro percorso musicale quanto conta mantenere uno sguardo curioso e quasi infantile sulla musica, proprio come suggerisce il titolo della canzone?

Questa probabilmente è una nostra caratteristica. Già dal nostro primo singolo “Come stelle” abbiamo fatto della curiosità tipica dei bimbi il nostro tema principale. In quel brano, un bimbo si interrogava su cosa potesse significare l’arrivo di creature extraterrestri. Ne esce una profonda riflessione sulle diversità, sulla nostra incapacità di accettare ciò che non capiamo ma soprattutto una dolce verità: l’amore è l’unica grande medicina. Cogliamo l’occasione per ricordare a tutti che potranno trovare “Baby, tu resti” e “Come stelle” nell’album “Rosso Vivo”, su tutti gli store digitali, sui nostri social (Ig: tepura.music / YT @tepuramusic) e sul nostro sito https://linktr.ee/tepura.music

Un caro saluto