“L’indifferenza” rinasce con un nuovo arrangiamento che rispetta l’anima originale del brano e ne amplifica il valore emotivo. Simone Rei racconta il percorso di una canzone mai dimenticata, il suo significato oggi e il desiderio di invitare chi ascolta a non restare spettatore passivo della realtà.
Ciao Simone. Cosa ti ha spinto oggi, dopo anni, a riportare alla luce “L’indifferenza”?
L’indifferenza è una canzone che ho sempre portato nel cuore, da quando è nata.
Ogni volta che prendevo la chitarra in mano, tornava sempre quel motivo in testa ed iniziavo a canticchiarla, quindi perché lasciarla chiusa in un cassetto? In fine è arrivata la decisione di darle di nuovo.

Qual è l’immagine o la situazione reale che più ti ha ispirato nello scrivere questo brano?
L’ispirazione me l’ha data un video realizzato sempre da me per una pubblicità progresso e l’indifferenza racconta proprio le immagini di quel video
Che significato ha per te la parola “indifferenza” nella società contemporanea?
La parola indifferenza può avere diversi significati a seconda del contesto oggi, quello principale può essere proprio la mancanza di interesse o preoccupazione per qualcosa o qualcuno.
Qual è il messaggio principale che desideri arrivi a chi ascolta?
Spero semplicemente che oltre alla melodia, ci si possa soffermare anche un po’ a pensare alla differenza che possa fare rimanere indifferenti a certe situazioni e perché no, cambiare in meglio.











