C’è un certo coraggio nel chiamare una canzone “Poesia” nel 2026. Il titolo promette molto e, bisogna dirlo, il brano regge abbastanza bene il peso di quella parola. Seivox, pseudonimo di Marco Lorenzon, pubblica il suo nuovo singolo dopo il debutto solista con “Fuit Tempus”, album del 2024 prodotto da Alex De Rosso, e conferma una direzione ben precisa: pop-rock di impianto classico, emotivamente dichiarato, senza ironie e senza schermature. Il brano si apre con una strofa dal carattere quasi intimo, voce in primo piano su un tappeto sonoro controllato, e cresce progressivamente verso un ritornello che allarga i confini armonici e dinamici in modo convincente. La struttura compositiva è quella del pop-rock di stampo internazionale: strofa che trattiene, pre-chorus che accumula tensione, ritornello che libera. Funziona, anche se chi cerca soluzioni formali meno prevedibili potrebbe trovare il percorso un po’ lineare. Il testo è sincero e diretto: l’amore come rifugio, come spazio protetto dalla rabbia del mondo esterno, ma con la consapevolezza di voler mantenere una propria identità. Lorenzon ha una voce formata, con una storia che passa dal canto lirico al rock e al pop attraverso anni di palco. Si sente. L’interpretazione è pulita, centrata, senza virtuosismi gratuiti. Un singolo solido, che fa il suo lavoro con onestà.












