Ci sono titoli che funzionano come istruzioni per l’ascolto. “Riesco ad incontrarti solo nei miei sogni” è lungo, scomodo da citare, difficile da ricordare al primo colpo. Ed è esattamente questo il punto: Maurizio Cardaci, mente creativa del progetto Overcardano, lo ha scelto sapendo che un titolo così non si consuma in fretta. Il tema è la perdita, quella irrisolta, quella in cui non si è riusciti a dire addio. Un territorio rischioso, perché è facile scivolare nell’ovvio. Qui il rischio viene evitato attraverso la musica prima ancora che attraverso il testo: il riff di chitarra che apre il brano non cerca consolazione, cerca impatto. La spina dorsale rock, affidata alle chitarre di Giancarlo Gabanella e alla batteria di Francesco Isola, regge il peso emotivo senza cedere alla malinconia facile. Sopra questa base, i sintetizzatori curati da Gianluca Meloni costruiscono una dimensione sospesa, quasi onirica, coerente fino in fondo con il titolo. Il suono “Rock’n’Synth” che Overcardano ha fatto proprio non è un’etichetta di comodo: in questo brano funziona davvero, perché le due anime non si sovrappongono ma dialogano. Il ritornello arriva presto, una scelta dichiaratamente strategica, e ha la forza di un’affermazione più che di un’invocazione. Un brano costruito con consapevolezza, che sa dove vuole arrivare.












