“Nuvola di seta” di Stefano Di Ninni: l’intimità di una canzone che non ha bisogno di rumore

Questa intervista entra nel cuore emotivo di “Nuvola di seta”, affrontando il legame tra musica e paternità con uno sguardo sincero e diretto. La scelta di un linguaggio molto controllato è coerente, anche se in alcuni passaggi sonori si avverte il desiderio di un rischio espressivo leggermente maggiore.

 

“Nuvola di seta” nasce come un gesto molto privato, legato ai primi giorni di vita di tuo figlio. In quale punto preciso hai capito che quella emozione così personale poteva trasformarsi in una canzone condivisibile da tutti?

Nel momento in cui mi sono reso conto di aver creato una canzone che mi piaceva, l’ho fatta ascoltare alle persone che conosco e, avendo ricevuto solo feedback molto positivi, ho pensato che potesse piacere anche a tante altre persone. Quindi ho desiderato trovare un modo per poterla condividere anche con persone che non conosco. Il fatto che esprima emozioni molto personali in realtà lo vedo come un requisito abbastanza necessario per poter comunicare in modo efficace e autentico. Penso che più si riesce a scavare dentro e a tirar fuori tutto senza filtri, schemi o paletti, più diventa concreta la possibilità di emozionare le persone che ascoltano.

All’ascolto colpisce una dinamica molto contenuta per tutta la durata del brano, senza veri picchi emotivi sul piano sonoro. È stata una scelta precisa per proteggere l’intimità del messaggio, oppure avresti voluto spingere di più in qualche passaggio?

No, in realtà non era mia intenzione suscitare questo effetto nell’ascoltatore. Durante la composizione non ho mai pensato alla presenza o alla non presenza di veri picchi emotivi sul piano sonoro. Posso dire solo che a me piace così com’è e non riuscirei a trovare un motivo per cambiare qualcosa, né riuscirei a immaginarmela diversa da com’è adesso.

Nel testo emergono anche le fragilità di un padre che teme di non essere sempre all’altezza. Quanto è stato difficile esporsi così apertamente su un tema che molti uomini fanno ancora fatica a raccontare?

Direi che non è stato per niente difficile. E’ uscito tutto in modo molto naturale e spontaneo. Non credo che esistano genitori che non temono di non essere sempre all’altezza. Penso sia una condizione naturale e forse anche necessaria. Infatti secondo me è proprio questo timore che porta un genitore a spingersi oltre i propri limiti cercando di fare tutto il possibile per essere presente nel modo giusto. Non l’ho mai considerato qualcosa da dover nascondere o di cui farei fatica a parlare.

Guardando al tuo futuro artistico, senti che questo singolo segna un punto di svolta verso una scrittura più intima, oppure resta un episodio speciale dentro un percorso più ampio?

Il mio futuro artistico è piuttosto incerto perché la pubblicazione di questo brano rappresenta il primo passo di un percorso che non so né se proseguirà, né dove porterà. Quello che so è che mi piacerebbe provare a comporre altre canzoni e spero che succeda molto presto. Riguardo al carattere intimo di questo brano e alla possibilità che altri lavori possano avere lo stesso taglio, credo che questo dipenderà molto dai contenuti da cui trarrò ispirazione e da come saprò dar loro forma. Ma direi che non mi pongo nessun limite o paletto al riguardo. Non ho mai veramente stabilito uno stile o un tema che caratterizzi le mie composizioni. Per quanto mi riguarda, è un processo naturale che dipende dal singolo momento in cui nasce un’idea o un’ispirazione.