Possiamo registrare negli annali degli “ottimi concerti che non si vedevano da tempo” quello tenuto a Villa Litta di Lainate (Città metropolitana di Milano) il 27 giugno scorso. Un tutto esaurito per un’occasione che gli amanti del grande jazz non potevano perdersi. Sul palco, al pianoforte, Antonio Faraò (che è anche il direttore artistico del festival Notes Around SMG arrivato alla sua seconda edizione), Joe Lovano al sax, Fabrizio Bosso alla tromba, Ira Coleman al contrabbasso e Ferdinando Faraò alla batteria.
Un’ora e mezza di musica maiuscola, d’altronde il tema annunciato era denso e impegnativo: Miles Davis & John Coltrane Centennial. «Sono cresciuto con la loro musica che ho sempre suonato. Me li sono veramente “assimilati” al duecento per cento! È naturale che per me fosse doveroso dedicare un tributo a questi due giganti. Hanno influenzato il mio modo di comporre e di suonare», mi ha spiegato Faraò.

Una serata “one shot”, sia come formazione sia per il tema, che non si ripeterà: il pianista con Joe Lovano, Ira Coleman e Jonathan Blake alla batteria sono infatti impegnati quest’estate in un tour europeo battezzato Explorations. Tornando al concerto, i due brani che hanno aperto la serata, Black Inside di Faraò e Blackwell’s Message di Joe Lovano, sono stati la dimostrazione delle intenzioni del quintetto, non omaggiare per dovere ma raccontare agli ascoltatori in note il loro percorso artistico e come la loro musica si sia evoluta grazie a quella di Davis e Coltrane. (Annotazione: Black Inside è un brano contenuto nell’omonimo disco di Faraò pubblicato ventotto anni fa, dove, in trio con Jeff “Tain” Watts alla batteria, suonava anche Ira Coleman).
In tutti i brani che sono seguiti, intense le versioni di Milestones di Davis e Lonnie’s Lament di Coltrane, il pubblico ha percepito nettamente l’emozione e la voglia di raccontare di ognuno dei musicisti sul palco. Ed è qui che si è creata la magia, intensi e brillanti i dialoghi tra la tromba di Bosso, il sax di Lovano e il piano deciso di Antonio Faraò, da manuale i ricami di Ira Coleman, soffice nel suo tocco inconfondibile, e la soffusa gentilezza della batteria di Ferdinando Faraò.
Nessun protagonismo in un cast stellare, piuttosto la voglia di trasmettere gioia e saperi, di ribadire la loro versione di quel genere sconfinato che si chiama jazz, la libertà di sentirsi a casa, il ritrovarsi sempre e comunque come vecchi amici che di novità da dirsi ne hanno tante, nel rispetto dell’altro. Lezione da tenere a mente.
Notes Around SMG Festival
Villa Litta
27 giugno 2026
Fabrizio Bosso, tromba
Joe Lovano, sax
Antonio Faraò, pianoforte
Ira Coleman, contrabbasso
Ferdinando Faraò, batteria








