“Nirvana e tormento” di Franco Tortora: tra malinconia adulta e bisogno di verità

“Nirvana e tormento” si muove dentro quella zona emotiva in cui le persone cercano di proteggersi dai sentimenti e finiscono invece per caderci completamente dentro. Franco Tortora sceglie una ballata classica, senza rincorrere mode o scorciatoie moderne e proprio questa decisione rende il brano coerente con la sua identità artistica. La voce entra subito con un tono vissuto, credibile, mai forzato. C’è una certa eleganza nel modo in cui vengono accompagnate le parole e il ritornello riesce a restare in testa senza trasformarsi in qualcosa di troppo semplice o prevedibile. Il testo funziona soprattutto quando evita di spiegare troppo e lascia che certe immagini arrivino senza forzature. La frase “dormire accanto e sognare senza doversi svegliare” è probabilmente il momento più forte del pezzo, perché sintetizza quella voglia di restare dentro una relazione anche quando si ha paura di soffrire ancora. L’atmosfera generale richiama a tratti alcune ballate italiane di fine anni Settanta, ma con una sensibilità più contemporanea nel modo di affrontare i rapporti umani. Nel corso dell’ascolto emerge anche qualche piccolo limite. In certi passaggi sarebbe stato interessante osare maggiormente dal punto di vista ritmico, magari rompendo la linearità della costruzione melodica. Però è una scelta che sembra voluta, quasi a voler mantenere tutto dentro una dimensione intima e controllata. La cosa migliore del brano resta comunque la sincerità. Non cerca effetti spettacolari, non rincorre la frase ad effetto da social e non finge modernità artificiale. “Nirvana e tormento” vive di dettagli semplici e di sensazioni che molti riconosceranno immediatamente. È una canzone che probabilmente non dividerà il pubblico in maniera estrema, ma che riesce ad accompagnare l’ascolto con naturalezza e con un equilibrio raro tra esperienza e spontaneità.