Con “Lunar”, i The Smoke Mirrors firmano uno dei brani più rappresentativi della loro evoluzione artistica. Nato da un’idea strumentale e cresciuto nel tempo grazie al lavoro collettivo della band, il singolo unisce immediatezza pop e profondità emotiva, trasformando la luna in una metafora intima e universale.
Ciao, ragazzi. “Lunar” nasce da una base strumentale di Vincenzo: cosa vi ha colpito subito di quell’idea iniziale?
Ci ha colpito la melodia che ne è scaturita e abbiamo pensato che un arrangiamento pop sarebbe stato l’ideale per lo sviluppo del pezzo
Il brano ha avuto una gestazione lunga: in che modo il tempo ha influenzato la sua forma finale?
Di solito tutti i brani hanno una gestazione molto elaborata e cambiano nel corso del tempo siamo molto focalizzati sui suoni e sugli arrangiamenti, si può dire anche che siamo dei perfezionisti, il che non è sempre una connotazione positiva.

Quanto è stato determinante l’ingresso della voce di Lidia nel definire l’identità emotiva del pezzo?
Lidia è la punta di diamante della nostra band; in tutti i pezzi da quel valore aggiunto che ci caratterizza.
Oggi, cosa rappresenta “Lunar” all’interno del vostro percorso come band?
Lunar è un trampolino di lancio sia per il disco stesso, sia per la nostra affermazione nel mercato musicale.











