MILES DAVIS | Birth of the Blue – L’LP con le registrazioni inedite di Kind of Blue

Il 13 dicembre  Analogue Productions pubblicherà Birth of the Blue, un LP da 180 g che contiene la prima sessione di registrazione di Miles Davis del suo Kind of Blue con la sua storica band.

MILES DAVIS – Birth of the Blue
Analogue Productions – 2024

Il 13 dicembre 2024  Analogue Productions pubblicherà Birth of the Blue, un LP da collezione da 180 g che contiene la prima sessione di registrazione di Miles Davis del suo Kind of Blue con la sua storica band.

Quando nell’agosto 1959 Miles Davis, negli studi della Columbia Records, registrò con la sua band il suo capolavoro Kind of Blue, forse neppure immaginava che quello sarebbe diventato un caposaldo epocale della storia del jazz mondiale…

O forse sì…?

Ebbene, oggi i cultori del jazz e della sua storia saranno felici di sapere che il prossimo 13 dicembre la Analogue Productions pubblicherà Birth of the Blue, un LP da 180 g con la prima sessione di registrazione, avvenuta il 26 maggio 1958 al 30th Street Studio della Columbia a New York City.

Nel gruppo di lavoro, formatosi appena due settimane prima, oltre al leader “maximo” Miles Davis alla tromba, c’erano John Coltrane al sax tenore, Julian “Cannonball” Adderley al sax contralto, Bill Evans al piano, Paul Chambers il contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria.

In queste prime registrazioni di prova la band muoveva i primi passi verso un rinnovamento epocale del jazz moderno e che avrebbe poi, nell’agosto 1959, registrato la versione definitiva di Kind of Blue.

Birth of the Blue, di cui sono già aperte le ordinazioni in prevendita, sarà offerto in due versioni in vinile da 180 grammi, una di colore blu in edizione limitata e l’altra di colore nero (che supponiamo sarà praticamente inarrivabile) e l’altra di colore nero al prezzo di $40, ed un’altra in versione SACD ibrido al prezzo di $35, e conterrà quattro tracce, completamente rimasterizzate a partire dai nastri stereo originali con i più moderni sistemi di editing, della durata complessiva di 31 minuti, On Green Dolphin Street, Stella by Starlight e Love for Sale e Fran-Dance, una composizione originale di Davis.

La Quality Record Pressing (QRP) ha curato la realizzazione delle lacche e la Stoughton Printing ha realizzato la custodia gatefold di alta qualità con illustrazioni dell’epoca e nuove note di copertina curate da Ashley Kahn, autore di Kind of Blue: The Making of the Miles Davis Masterpiece ed indiscusso storico del jazz, che osserva come queste registrazioni, che catturano momenti irripetibili della storia, siano state considerate in precedenza degli scarti e solo oggi siano state rivalutate come un pezzo di storia da raccontare.

Di seguito il videoclip ufficiale di Acoustic Sounds che illustra la formazione del progetto e i contributi alla produzione di Vic Anesini e Matthew Lutthans.

Links:

https://store.acousticsounds.com/d/188968/Miles_Davis-Birth_Of_The_Blue-180_Gram_Vinyl_Record

https://store.acousticsounds.com/d/188969/Miles_Davis-Birth_Of_The_Blue-Hybrid_Stereo_SACD

 

Previous articleCORTISONANTI Festival Internazionale di Cortometraggi – I VINCITORI DELLA XV EDIZIONE
Next articleDal 28 dicembre torna Umbria Jazz Winter ad Orvieto
Maurizio Spennato
In principio furono un mangiadischi e un registratore a nastro, con cui “rubare” la musica, che all’epoca non era a portata di orecchio come oggi, dalla TV, dalla radio e, dai dischi prestati da amici, parenti, compagni e, in seguito, colleghi e conoscenti. Quando sentii “Il Primo Giorno di Primavera”, dei Dik Dik (sull’onda stilistica di “A Whiter Shade Of Pale”, dei Procol Harum, a sua volta ispirata alla progressione armonica dell’Aria Sulla IV Corda, di J. S. Bach) da una ”band” di periferia, mi folgorò il suono dell’Hammond, che mi spinse ad iscrivermi ad una scuola di musica. Oltre ai fondamenti della musica, conobbi e familiarizzai con organo, pianoforte e tantissimi strumenti musicali di cui non avevo idea (e, tra differenze e similitudini, mi innamorai di ciascuno di essi), con la Canzone Napoletana classica ma anche con quella moderna, di Renato Carosone, e con le riletture di Peppino Di Capri e di Fred Bongusto. Quando scoprii di avere un discreto orecchio musicale, abbandonai lo studio e mi buttai nei primi complessini di ragazzi. Finita questa stagione, rimase l’ascolto dei dischi e della musica in generale dove imparavo ad apprezzare le differenze delle contaminazioni tra generi e le influenze della Bossa Nova, del Blues, del Jazz e del Rock sulla musica Pop. Da allora non ho mai smesso di raccogliere musica - in una collezione di oltre 2000 dischi – di ascoltarla, “osservarla” e “studiarla” criticamente e di descriverla, documentarla e trasmetterne, anche visivamente attraverso la fotografia, tutte le emozioni che riesco a coglierne nei concerti “live” che ho l’opportunità di seguire.