C’è qualcosa di spiazzante in “Napoli Na (In MY Soul)”, il ritorno di Massimo Baccano dopo un periodo lontano dai riflettori. Da un lato la melodia del ritornello, tanto immediata da sembrare già sentita, funziona alla perfezione e resta in testa dopo il primo ascolto. Dall’altro, proprio questa immediatezza lascia il dubbio che il brano punti tutto su un’unica carta, quella dell’orecchiabilità, senza rischiare troppo altrove. Non è un difetto in senso assoluto, ma chi si aspettava dal titolo un approfondimento più articolato sulla città potrebbe restare con qualche perplessità. L’atmosfera generale, tra piano Rhodes e archi caldi, riporta alla mente certe ballate di Nino D’Angelo nella fase più orchestrale della sua carriera, pur mantenendo un’identità sonora personale e meno legata a stilemi tradizionali. Il groove del basso è probabilmente il dettaglio più riuscito dell’intero brano, capace di dare movimento anche nei passaggi più statici del ritornello. Resta il dubbio, però, che la scelta di puntare su un suono così rassicurante finisca per limitare l’impatto emotivo delle strofe, che meriterebbero forse uno spazio più ampio rispetto al ritornello, magari con un arrangiamento capace di lasciarle respirare senza la copertura costante degli archi. Anche il testo, per quanto sincero nelle intenzioni, avrebbe forse potuto osare qualche immagine meno prevedibile rispetto al racconto della nostalgia verso Napoli. In definitiva, “Napoli Na (In MY Soul)” è un singolo che genera pareri opposti tra chi lo troverà irresistibile al primo ascolto e chi invece vorrebbe qualcosa in più: un segnale, comunque, che il brano non lascia indifferenti.











