Marco Forti e Cristiano Romanelli: la notte come linguaggio in “Tra cielo e terra”

Ci sono canzoni che funzionano meglio di notte, e questa è una di quelle. “Tra cielo e terra” di Marco Forti, con la voce di Cristiano Romanelli, parla di qualcosa che chiunque ha sentito almeno una volta: quella sensazione notturna di essere in comunicazione con qualcosa che va oltre il quotidiano, con chi non c’è più, con domande che di giorno si nascondono. Il tema non è nuovo – Battiato ci ha girato intorno per trent’anni in modi diversi – ma Forti lo tratta senza pretese filosofiche, con un’onestà che disarma. Il testo costruisce la sua forza sull’accumulo: “Solo la notte ci serve, per connetterci a stelle lontane, che di giorno non vivono più” è una frase che non cerca metafore elaborate, dice quello che vuole dire e lo dice bene. Le due voci si alternano e si sovrappongono creando una specie di dialogo interiore, come se lo stesso pensiero venisse ripetuto da angolazioni diverse. La band che suona live dà al pezzo un calore che gli arrangiamenti puramente digitali raramente riescono a replicare. Il brano fa parte del prossimo album “Forza di Vivere”, e ascoltandolo si capisce che il disco avrà una coerenza tematica precisa. Vale la pena seguire quello che viene dopo.