MADAI: il tempo capovolto de “La nuova era”

Il presente, in “La nuova era”, sembra continuamente misurarsi con ciò che abbiamo perduto e con quello che potremmo ancora diventare. MaDai tesse una resistenza romantica dentro un suono pulito, artigiano, umano… vero. Ne risulta un disco di tensione e di vedute nuove, mescolando scrittura intimista, pop ed elettronica e lasciando che l’esperienza personale diventi progressivamente racconto condiviso. Non sceglie parole difficili e anzi ovunque da al messaggio una priorità sull’estetica e sulla forma, scegliendo parole che spesso si rendono sghembe sulla quadratura della metrica. E sono canzoni che forse mancano ancora di ritornelli e soluzioni ottimali per il grande mercato main stream… ma sono di quei dischi davvero trasparenti e sinceri di cui forse, in un tempo di alieni vincenti e macchine intelligenti, ne sentiamo il bisogno per tornare al centro della nostra stessa esistenza. Un disco di uomini…