Ascoltare “Alla Terra Ritornare” è come sedersi accanto ad Alessandro Faedda intorno a un fuoco, nel silenzio della Valle Impero. Si percepisce, sottopelle, quell’eredità ancestrale che Alessandro ha ereditato durante il suo anno vissuto con i Nativi Americani in Arizona. È lì che è nata la sua musica, ed è da quel silenzio primordiale che derivano le vibrazioni di brani come “Eppure”. Il suono di Noglò è una miscela sapiente di folk cantautorale e spiritualità terrena. Il disco non cerca il colpo a effetto, ma punta su una compattezza emotiva che lascia il segno. È un progetto artistico che richiede attenzione, quasi un rito di passaggio, capace di trasformare il disagio iniziale per la frenesia moderna in una visione luminosa e rassicurante. Alessandro non ci canta una teoria; ci offre la colonna sonora di una rivoluzione silenziosa già in atto.












