Ivan Stray e TwentyTwo: “GENESI” e la mappa di un io in costruzione

Cinque tracce. Un percorso interiore che comincia con la nightlife e finisce con la solitudine. “GENESI” è un EP che ha il coraggio di non rimanere in superficie, e questo, nel panorama rap italiano attuale, non è poco. Ivan Stray arriva dal Molise con un background di freestyle e una vittoria europea al contest SoundBooth di Snipes. TwentyTwo, formatosi a Londra e approdato nel team di Real Talk nel 2019, ha firmato beat per Fedez e Shiva. Quando si incontrano, le loro strade trovano un equilibrio preciso: liriche con un peso specifico reale, sostenute da arrangiamenti che sanno quando spingere e quando togliere. “PARTY” apre con energia da dancefloor ma nasconde un vuoto che affiora lentamente. “ROSE” è il pezzo più riuscito del lotto: l’architettura sonora lavora in controtendenza rispetto al testo, e quella tensione tra sound radio-friendly e contenuto disilluso genera qualcosa di genuinamente interessante. “FAME” è rap diretto, nato di getto, con un finale che cambia giro armonico per chiudere su una nota più emotiva. “ANIMA 2” e “TRUST NOBODY” completano il cerchio con sincerità, anche se quest’ultimo, pur nell’intenzione solida, rischia a tratti di diventare didascalico nell’esposizione del tema. Nel complesso, “GENESI” non è un disco di esibizione tecnica fine a sé stessa. È un lavoro che punta sull’autenticità, e in questo si avvicina a certe sensibilità proprie di artisti come Rkomi nei suoi esordi, quando l’urgenza espressiva contava più della ricerca del suono perfetto. Un EP che merita attenzione.