I Quintessenza e la liberazione del “Dubbio”

Con “Dubbio”, i Quintessenza trasformano ansia e incertezza in un grido potente e sincero. Il brano nasce dal vissuto personale del bassista e si fa terapia collettiva. La band esplora emozioni viscerali attraverso un rock contaminato e profondo, affermando la propria identità in continua evoluzione.

 

Come nasce l’idea di “Dubbio” e quanto c’è di personale nelle sue parole?

“Dubbio” è nato da un’esigenza fortissima, un sentimento che il nostro bassista, Master, si portava dentro da un po’. Non è una storia romanzata, è proprio la sua lotta personale contro l’incertezza che ti paralizza, quell’overthinking che ti fa sentire in trappola. Tante notti insonni, tante situazioni in cui la mente non si fermava un attimo: tutto questo è finito nelle parole di “Dubbio”. C’è tantissimo di personale, è un pezzo di noi stessi che abbiamo voluto condividere, sperando che la sua sincerità crei una connessione autentica con chi ascolta.

La musica come terapia per indecisione e ansia

Assolutamente sì, ne siamo convinti. Per noi, scrivere e suonare è una vera e propria terapia. Quando metti fuori qualcosa di così intimo, che ti opprime, e lo trasformi in musica, è un processo catartico. Ti alleggerisce, ti aiuta a dare un senso a quello che provi. E la stessa cosa, speriamo, avvenga per chi ci ascolta. Se qualcuno si ritrova nelle nostre parole, se si sente compreso nella sua battaglia contro l’ansia o il dubbio, per noi è già un enorme successo. La musica crea connessione, e in quella connessione c’è molta cura.

Quali influenze musicali per “Dubbio”?

In questa produzione, come un po’ in tutta la nostra musica, ci sono le nostre radici rock, l’energia dell’hard rock e le atmosfere del metal alternativo. Abbiamo sempre amato le band che non si limitano a fare rumore, ma che riescono a creare paesaggi sonori complessi ed emotivi. Ci piace mescolare la potenza con le melodie, l’aggressività con la riflessione. Non ci sono nomi precisi, ma immaginate un mix di tutto ciò che ci ha fatto vibrare nel corso degli anni, da band storiche a quelle più attuali, sempre con un occhio di riguardo per chi sa usare la voce e le parole per lasciare un segno.

Il futuro della band e i nostri obiettivi

Il futuro lo vediamo sul palco, con tanta musica nuova. L’obiettivo principale è continuare a scrivere e pubblicare brani in cui crediamo, espandere il nostro sound e raggiungere sempre più persone. Vogliamo suonare il più possibile, portare la nostra energia dal vivo e sentire il calore del pubblico. Non ci poniamo limiti, ma il sogno è quello di poter vivere sempre più di musica, fare tour importanti e lasciare un segno nel panorama rock italiano. La cosa più importante è non smettere mai di evolvere.

Pensate di fondere il vostro sound con altri generi?

Sì, la sperimentazione è nel nostro DNA! Siamo puristi del rock, ma ci piace sporcarci le mani con influenze diverse. Non vogliamo rimanere incasellati in un unico genere. Se un’idea, una melodia, un’atmosfera richiede un suono diverso, una contaminazione inaspettata, siamo pronti a esplorarla. È così che la musica rimane viva, e noi con lei. Chi lo sa, magari nel prossimo brano ci sarà qualche sorpresa!

Il messaggio di “Dubbio”

Il messaggio che vogliamo arrivi forte e chiaro con “Dubbio” è: non siete soli nella vostra incertezza. Tutti, prima o poi, si trovano a combattere con quel demone che ti sussurra “e sé..? ” o “non ce la farai”. Vogliamo che il brano sia un pugno nello stomaco per svegliarsi, ma anche un abbraccio per chi si sente sopraffatto. Il dubbio può essere una prigione, ma la consapevolezza di non essere gli unici a viverlo è già un passo verso la libertà.