La clessidra diventa l’immagine centrale di “Un’altra notte”: il tempo passa e l’amore può soltanto consumarsi prima che arrivi il mattino. Fun Mc abbandona momentaneamente denuncia e strada per dirigersi vero ispirazioni romantiche e raccontare una relazione breve, quasi estiva, che trova valore proprio nella sua precarietà. Dwem costruisce una base calda e rarefatta, mentre la voce di Bob Matty apre l’inciso a una dimensione più melodica. E tutti i parametri sembrano trovare una quadratura, persino nelle intimità del video che troviamo in rete… la bellezza mai volgare e il sentire mai estemporaneo. La forza di uno stilema assai roots, di ghetti americani, di infrastrutture di cemento… ed è così che prende forma l’ultimo capitolo di un ciclo iniziato nel 2025 e forse anche quello più distante dall’immagine abituale del rapper romano: meno corazza, più vulnerabilità.












