Esce “Mondi”, il nuovo disco di Freakybea e noi l’avevamo annusato già dentro la raffinata potenza pop dei singoli che troviamo in rete. Dal suono alle sfumature vocali: sembra che ogni cosa sia dimensionata in modo opportuno per restituire naturalezza ad un risultato finale che è altamente prodotto… Fausto Marrucci ha lavorato di fino chiedendo alle corde acustiche di incontrare il computer. Da goderselo anche su vinile: sono quelle tracce pop che dovrebbero stare sotto i grandi riflettori perché alla fine, dischi come questo, sono dischi di tutti noi…

 

 

FREAKYBEA COVERParliamo di produzione e qui cito Fausto Marrucci e tutto il team di Meda Sound: che tipo di suono cercavate e che tipo di suono poi avete raggiunto?

Adoro lavorare con Studio Meda Sound perché per me sono “casa”, persone che non solo mi aiutano a rendere completi i miei brani ma anche amici che mi ascoltano e mi capiscono, con i quali mi sento sempre a mio agio e soprattutto con i quali riesco sempre ad esprimere me stessa, e quindi la mia arte, al meglio.

Penso che queste condizioni siano necessarie per creare un prodotto “vero” che abbia le carte in regola per dire la sua non solo a livello tecnico/sonoro ma anche a livello umano, perché l’umanità di un brano, o di un insieme di brani, fa la differenza nell’anima di chi lo ascolta. Molte persone non riescono a capire se, a livello sonoro o progettuale, un pezzo sia fatto bene, non hanno l’orecchio, giustamente e naturalmente, abituato a determinati tipi di ascolto ma certo è che se il brano trasuda pathos ed empatia quello arriva dritto e genera un’emozione che ti fa “affezionare” alla canzone immediatamente. Un brano deve trasmetterti qualcosa a 360° altrimenti lo ascolterai un po’ ma poi ti verrà a noia.

Per questo abbiamo volutamente creato delle sonorità semplici da ascoltare, ma allo stesso tempo raffinate che sottolineassero i testi ed enfatizzassero la mia voce. Su alcuni pezzi abbiamo anche lasciato certe “rifiniture sonore” per ultime, inserendole dopo la registrazione definitiva delle voci, in modo da capire effettivamente cosa poteva orlare il brano e cosa invece avrebbe creato caos. A volte siamo partiti con la volontà di dare una certa impronta al pezzo e poi siamo finiti altrove, altre sono arrivata già con un’idea sonora precisa e abbiamo sviluppato quella in tutto e per tutto. Tutto questo per dire che poi, fino alla fine, non sai mai che piega prenderà la canzone perché a volte un pochino di sana “improvvisazione” ci vuole, è il bello di fare arte!

È un disco che non inneggia al futuro ma di certo non ha ancora verso il passato. È come se il “mondo” della tecnologia non fosse il suo obiettivo e che il suono tutto fosse un vero arredo del messaggio. Sbaglio?

Beh, in parte è vero. La mia non è sicuramente musica avanguardista, ma in realtà abbiamo usato molti suoni, per così dire, contemporanei, se di questo si può parlare in una discografia, come quella italiana odierna, che è un continuo revival di cose già sentite negli anni ‘80 e ‘90. Mi chiedo cosa si intenda davvero con tecnologia e futuro quando ormai è tutto già sentito ed applicato, io parlerei più di scelte stilistiche e, appunto, di obiettivi ed io, per quanto mi riguarda, ho scelto di creare un ambiente “uniforme” e gradevole per tutti gli ascoltatori e a volte, per parlare di certi temi, ho strizzato anche un po’ l’occhio verso sonorità più “classiche” del cantautorato italiano perché credo che sia necessario entrare con rispetto in taluni argomenti. In questo album tale rispetto è portato dalle sonorità alle quali tutti gli italiani sono abituati da sempre e nelle quali, consciamente o inconsciamente, si sentono a proprio agio.

 

Guarda “Sono tornata” – OFFICIAL VIDEO

Inevitabile chiedertelo: cosa pensi dell’intelligenza artificiale e del suo potere creativo? Esistono angoli di questo disco in cui è intervenuta?

Credo che l’AI sia qualcosa che va usato per implementare e non per sostituire.

Per me non ha senso impiegarla per scrivere musica per il semplice motivo che l’arte, e la musica è un’arte, scaturisce dalle emozioni umane, dal bisogno di esprimere un dolore, un’idea o una gioia che non riusciamo più a tenere dentro.

Per scherzare una volta ho provato a far scrivere un testo a ChatGPT ma è venuto fuori un compitino da bambino delle elementari, anzi, mia figlia di 7 anni avrebbe fatto meglio, perché ricordiamo che i bambini hanno una sensibilità molto più spiccata della nostra e questa non si programma con un computer.

Dal vivo che cosa porterai sul palco? Hai dato al disco – come nelle foto – anche una direzione da vedere oltre che da ascoltare?

In primavera comincerò a portare in giro “Mondi” sui palchi italiani e sicuramente ci saranno delle sorprese ma non posso spoilerare nulla. Attirare l’attenzione con la mia immagine è una delle provocazioni che preferisco ma, allo stesso modo, sono una persona che tende ad instaurare un rapporto intimo con il pubblico e a raccontare molto di sé.

Il palco per me è aria, vita, libertà e, come dico sempre, solo lì sopra riesco davvero ad essere completamente me stessa. A volte il mio fare in certi momenti troppo aggressivo o l’atteggiamento da “femme fatale” vengono criticati, senza considerare che se sto cantando un dolore non posso non farlo anche vedere attraverso la mimica facciale e la gestualità, tanto più se la canzone parla di sensualità l’atteggiamento dovrà essere ovviamente seducente per dare la giusta credibilità. Sembra che certe persone si dimentichino che raccontare una storia attraverso la musica significa recitare una parte, significa partecipazione corporea ed emotiva, significa visual!

 

Guarda “Settembre” – OFFICIAL VIDEO

Hai scelto anche di stamparlo in vinile… dunque in un tempo così digitale, che rapporto hai con il disco fisico?

Per fortuna, in tutto il mondo, c’è un ritorno al supporto fisico perché diciamocelo, la musica digitale su piattaforma è comoda ma vuoi mettere stringere nelle mani un bel vinile o un cd?

Ho voluto fare anche l’ennesima provocazione e creare un packaging che riproduce un walkman stile anni ‘90 dentro il quale troverete una penna USB fatta a forma di audiocassetta! Anche per quanto riguarda i supporti e il merch ho ideato un “Freaky Style” in modo che i miei oggetti siano unici e riconoscibili (ci sono cose addirittura a tiratura limitata) e soprattutto ho creato un E-Commerce nel quale comprarli in maniera esclusiva per dar modo ad ogni utente di far parte della “Freaky Community” e di contribuire piantando un albero per ogni singolo oggetto acquistato, grazie alla partnership con Tree Nation.