Il singolo ‘FAME’ nasce da un’urgenza reale e racconta la determinazione di chi non vuole arrendersi al proprio punto di partenza. Ivan Stray e TwentyTwo trasformano fatica quotidiana e ambizione in un brano rap intenso. In questa intervista si parla di istinto creativo, produzione e identità artistica.
Ciao Ivan Stray, ciao TwentyTwo. “FAME” sembra nascere da un’urgenza molto concreta, quasi fisica. Nel comunicato si racconta che la prima strofa è stata scritta in appena trenta minuti durante un turno di lavoro. Quanto conta per voi catturare quel momento istintivo senza pensarci troppo?
Ivan Stray: Buongiorno a tutti. L’istinto è ciò che aiuta l’estro, viaggiano di pari passo. Catturare quel momento è di vitale importanza per non incappare nello standard e nel metodico. Credo che tutto ciò, sia la cosa più vicina al concetto di arte. Le sessioni successive invece, saranno solo di ridefinizione (dove ce ne sia bisogno).
Twentytwo: Buongiorno ragazzi! Il momento istintivo conta molto in quello che facciamo. Spesso e volentieri seguire l’intuito porta alla stesura di un’idea musicale e/o di un testo in poco tempo ma soprattutto con una visione d’insieme ed una sintesi che quasi sempre spodestano sessioni più lunghe e “cerebrali”. L’istinto nella creatività e nell’arte è un motore MOLTO forte, oserei dire fondamentale ed imprescindibile.

Nel brano il concetto di “fame” non è solo ambizione ma anche sopravvivenza, voglia di cambiare destino. Quando scrivi un testo come questo pensi più alla tua storia personale o alla condizione di tanti ragazzi che vivono situazioni simili?
Ivan Stray: L’ambizione e la sopravvivenza sono due condizioni che nascono in primis all’interno di noi stessi. Lo stesso è valso con me: grazie ad un punto di vista personale, si riesce poi a dare voce a tutte quelle persone li fuori che vivono le stesse vibes e circostanze. Tenete duro!
Twentytwo: Dal mio punto di vista un messaggio come quello di FAME è per forza di cosa espressione e sfogo individuale ma al contempo è anche inclusivo nei confronti di chiunque risuoni con la situazione e lo stato d’animo. Sotto lo strato di rivincita personale pulsa un cuore empatico molto profondo!
Una piccola osservazione da ascoltatore: la base orchestrale creata da TwentyTwo dà un tono molto cinematografico al pezzo. Avete mai pensato di spingere ancora di più su questa dimensione epica oppure preferite mantenere l’equilibrio con il rap più diretto?
Ivan Stray: Tutto ciò che avete sentito, è frutto di assoluta naturalezza: ci siamo consultati sull’argomento e abbiamo espresso in due modi diversi (scrittura e strumentale) il concetto di Fame. Siamo contenti di ciò che ne è venuto fuori. La stessa naturalezza è stata applicata nelle tracce che sentirete in futuro. Non adottiamo una strategia ben precisa: ci sentiamo in dovere di esprimere l’arte in base ai periodi che attraversiamo. Chissà cosa ne verrà fuori in futuro.
Twentytwo: Grazie per aver colto la sfumatura cinematografica, che è palese quando si guarda il video ufficiale di FAME (https://www.youtube.com/watch?v=5-fcXV1Emik) ma rimane più sottotono e sintetica quando si parla della produzione musicale in sé. Abbiamo amplificato questa dimensione dove possibile e dove aveva senso farlo, lasciando però spazio (traccia per traccia) al messaggio ed al mood di ogni singolo brano. Abbiamo cercato di evitare forzature stilistiche per lasciar respirare il più possibile il progetto!
Guardando al percorso che vi ha portato fino a “FAME”, sentite che questo singolo rappresenta una tappa di passaggio verso l’EP “GENESI” oppure è già una dichiarazione di identità artistica definitiva?
Ivan Stray: “FAME” e di conseguenza tutto l’EP “GENESI” è un biglietto da visita dopo la mia lunga assenza dai digital stores. È sicuramente un paletto che piantiamo per consolidare la nostra identità come duo. Siamo già in evoluzione per quanto riguarda il futuro ma la definirei sicuramente una grandissima tappa di identità artistica.
Twentytwo: FAME funge da Alpha ed Omega del progetto GENESI! E’ stata la traccia che, in un’unica mossa, ha dato vita ed allo stesso tempo ha chiuso l’EP. Abbiamo subito capito che sarebbe stato il punto focale attorno al quale gli altri pezzi avrebbero gravitato attorno, sapendo anche che un brano con un’identità così forte non ci avrebbe mai permesso di creare “cloni” ma avrebbe richiesto tracce altrettanto identitari e a sé stanti per poter funzionare realmente.











